http://europa.md

http://www.conventia.md

giovedì 28 giugno 2012

 Lapicoltura bio sbarca in Moldova
L’Associazione degli Apicoltori Moldovi insieme all’Istituto di Zoologia dell’Accademia di Scienze della Repubblica Moldova e a ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale),  hanno organizzato a Chisinau per il 27 giugno il primo seminario sull’apicoltura biologica, in programma nella Sala delle Conferenze del Ministero all’Agricoltura moldovo.
Lo scopo è quello di fornire ai partecipanti sia i riferimenti legislativi sia le informazioni tecniche operative per poter condurre gli apiari in conformità alle prescrizioni dell’apicoltura biologica.
Il miele rappresenta una delle produzioni di punta della Repubblica Moldova, che ha una potenzialità produttiva di oltre 2500 t/anno e coinvolge oltre 6000 operatori del settore.
Le principali tipologie di miele prodotte sono: miele millefiori, miele di acacia, miele di tiglio.
L’Apicoltura casentinese, azienda italiana certificata da ICEA e leader nella lavorazione e commercializzazione del miele biologico, è tra gli sponsor dell’evento.
Già iscritti oltre 20 giovani apicoltori interessati all’opportunità della certificazione biologica delle proprie produzioni.
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Missione in Moldova per formare medici e fisioterapisti
Partirà mercoledi 27 giugno la missione organizzata dalla Croce Verde di Forli e Predappio e che avrà come obiettivo la consegna di materiale per la riabilitazione al distretto di Telenesti in Moldova oltre alla organizzazione di un corso di aggiornamento per medici e fisioterapisti operanti presso le case della salute territoriali.
L’attività didattica sarà tenuta del dott.Germano Pestelli,VicePresidente SImfer con delega alla Cooperazione  e da alcuni fisioterapisti.E’ stato chiesto  il patrocinio dell’AIFI Emilia Romagna e dell’ASL di Forli oltre a quello della SIMFER.La didattica sarà svolta direttamente presso le case della salute territoriali.Le case della salute ,variamente organizzate in diversi Paesi del Mondo sono un giusto mezzo di contatto tra istituzioni sociali e sanitarie e territorio e,se ben gestite, vanno incontro a molte esigenze assistenziali delle persone anziane e disabili nonchè ad esigenze delle strutture pubbliche ,come ,ad es,la diminuzione sensibile di accessi ai Pronti Soccorsi.

martedì 26 giugno 2012

Trasporti: accordo Ue-Moldavia, si estende area del cielo unico europeo.

 La Moldavia entrera' a far parte del mercato aerospaziale europeo con gli stessi diritti di tutti gli altri paesi membri dell'Ue. La Commissione europea e la repubblica di Moldavia hanno infatti sottoscritto un accordo che integra il paese ex sovietico all'interno del settore aeroportuale dell'Ue. Questo significa che Ue e Moldavia da oggi in avanti si impegneranno a ''costruire e sviluppare un'area comune aerea''. La Moldavia, secondo l'accordo sottoscritto, dovra' conformarsi a tutte le regole comunitarie e rispettare tutti i parametri di sicurezza. Non solo: alla Moldavia si chiede di rispettare le regole comunitaria in altri ambiti quali tutela dei passeggeri, gestione del traffico aereo e ambiente. IN quest'ultima ricade anche la questione delle emissioni di gas a effetto serra e lo schema di emissioni (Ets).
L'accordo entrera' ufficialmente in vigore nel momento in cui sara' ratificato dal Parlamento di Chisinau, ma la Commissione europea e la rappresentanza moldava hanno deciso che ''sara' applicato in via provvisoria gia' dal giorno in cui e' stata apposta la firma''. Il trattato, quindi, entra in vigore da subito, gia' da oggi, e sara' in vigore a tutti gli effetti quando il parlamento moldavo l'avra' ratificato.
Soddisfatto il commissario europeo per i Trasporti, Siim Kallas. ''Oggi e' stata firmato un accordo importante con la Moldavia che consente all'area del cielo unico europeo di espandersi''.

http://www.asca.it/news-Trasporti__accordo_Ue_Moldavia__si_estende_area_del_cielo_unico_europeo-1169894-ECO.html

martedì 5 giugno 2012

Camera commercio moldo-italiana, l'aquilano Danilo Taddei nuovo presidente.

Danilo Taddei
L'imprenditore abruzzese Danilo Taddei è il nuovo presidente della Camera di commercio e industria moldo-italiana, ente riconosciuto dal governo dell’Italia.
Aquilano, 36 anni, Taddei è amministratore delegato della Taddei Spa, azienda di punta del Gruppo Edimo, che ha molteplici interessi nella Repubblica di Moldova, paese in cui lavora dal 2009 e dove ha investito di recente 2 milioni di euro per la realizzazione di un modernissimo impianto industriale, occupando tra l’altro circa 100 persone.
Danilo Taddei L'investitura è arrivata dopo che l’assemblea dei soci dell'ente, cui è intervenuto anche il vice ambasciatore italiano Andrea Russo, ha nominato il nuovo Consiglio direttivo. L'organismo ha successivamente deciso di puntare su Taddei come sua nuova guida. Il giovane imprenditore sostituisce Roberto Pace, che conduceva la Camera dal 2006 e che resta comunque nell’ente come vice presidente.
Il cambio della guardia è stato celebrato poi in una conviviale alla presenza di autorità ed esponenti amministrativi e del mondo produttivo italiano con interessi nella Repubblica di Moldova, tra cui l’ambasciatore d’Italia in Moldova, Stefano De Leo.
"Un grande riconoscimento non solo a livello personale - ha commentato il neo presidente - ma che premia anche l'impegno del Gruppo che rappresento. Tra i primi abbiamo individuato le potenzialità industriali della Moldova e abbiamo deciso di investire in questa nazione, favorendo anche l'integrazione tra il know-how italiano e le ambizioni di crescita e sviluppo moldave. Il mio obiettivo è di rafforzare la nostra comunità in Moldova e il rapporto tra noi e il popolo moldavo e di stabilire un clima sempre più cordiale e produttivo”.
Questa la composizione del nuovo Consiglio direttivo: Danilo Taddei (presidente); Vladimir Didilica, Roberto Pace, Mauro Salvatori (vice presidenti); Nicola Di Mascio, Giorgio Zarantonello, Gaetano Nigito, Eugeniu Hristev, Eugen Ţaranu, Antonio Chessa, Ana Padure, Marco Papini, Sergio Dalpiaz (consiglieri).
Invitati dal Gruppo Edimo, alla cena erano presenti anche personalità come il vice ministro dell'Economia Octavian Calmac,  il presidente di Confidustria Moldova, Stefano Bernabeo, il direttore della Camera di commercio italo-moldava con sede in Italia Eleonora Pripa, il vice presidente camerale, Vladimir Didilica, il presidente della fondazione Regina Pacis monsignor Cesare Lodeserto, il direttore della Camera di commercio moldo-francese, Elena Varta, e il vice sindaco di Ialoveni Veaceslav Cernat.
 http://www.abruzzo24ore.tv/news/Camera-commercio-moldo-italiana-l-aquilano-Danilo-Taddei-nuovo-presidente/85666.htm

martedì 29 maggio 2012

Moldavia, verso una democrazia basata sul libero mercato.

L'Unione europea si batte per sostenere i paesi vicini a diventare delle democrazie moderne competitive a livello globale. Nel caso della Moldavia, l'UE sta negoziando la liberalizzazione dei visti e un accordo per il libero scambio. Il 29 maggio questi temi saranno discussi in occasione del 15° incontro della delegazione alla commissione di cooperazione parlamentare UE-Moldova. Abbiamo incontrato la deputata rumena Monica Macovei, a capo della delegazione.

Dalla dichiarazione d'indipendenza della Transinstria, una regione della Moldavia nell'Est del paese, hanno generato delle tensioni. Quale può essere il ruolo dell'UE nella risoluzione di questo conflitto?

Ho visitato la Transnistria. Molte persone se ne sono andate e la regione è ormai vuota. La gente ha bisogno di lavoro, welfare e principi per costruire la propria vita.

La Repubblica di Moldavia sta negoziando per ottenere la liberalizzazione dei visti e l'accordo di libero scambio globale e approfondito in tutto il paese, Transnistria compresa. In questo modo tutti ne trarranno vantaggio.

Nella storia il commercio ha sempre portato al progresso, migliorato le relazioni tra i popoli e stimolato lo scambio culturale e delle idee.

In che modo il commercio può contribuire alle riforme in Moldavia? E in quali cambiamenti può sperare l'Unione europea?

L'accordo di libero scambio globale e approfondito fa parte degli accordi di associazione - un accordo che l'Unione europea può concludere con uno o più paesi terzi o organizzazioni internazionali, ndr - iniziati in marzo 2012 e che spero verranno conclusi entro il 2013.

La loro firma spingerà la Moldavia ad adattare le proprie strutture economiche e legali per assicurare la competitività necessaria al libero mercato, attirando così gli investitori stranieri.
Questo permetterà anche alla Moldavia di vendere i propri prodotti nel mercato europeo.

Il programma di liberalizzazione dei visti include anche molti punti legati ai diritti umani, che sono provvisoriamente sospesi. La Moldavia ha bisogno per esempio di una legge antidiscriminatoria. Oltre ad una riforma sul proprio servizio d'intelligence: al contrario di molti paesi della regione, la Moldavia non ha seguito il processo di riforme legate alla preadesione delle NATO.

Perché l'Unione europea s'interessa alla Moldavia? Interessarsi alla sua politica interna potrebbe comportare dei rischi o degli svantaggi?

È importante perché l'Unione europea vuole diffondere i propri valori e principi a tutti i paesi, in particolare quelli limitrofi. Questo significa migliorare il livello di vita dei cittadini e più sicurezza nella regione. Spero di poter festeggiare il giorno in cui la Moldavia entrerà a far parte dell'Unione europea rispettando tutti i criteri.

mercoledì 16 maggio 2012

Moldova: Ashton e Fuele, Chisinau è un “esempio” per i paesi del vicinato orientale.
 
 La Repubblica di Moldova è un “buon esempio” per i paesi della politica europea di vicinato orientale: lo hanno affermato oggi a Bruxelles l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Catherine Ashton, e il commissario all’Allargamento, Stefan Fuele. Nel presentare il rapporto annuale della Commissione europea su Chisinau, Fuele ha sottolineato che il paese “è sulla buona strada” e che Bruxelles si complimenta “per quanto fatto dalle autorità moldave”. Adesso l’Ue vorrebbe vedere nuovi progressi in due aeree: in primo luogo nella messa in atto delle riforme varate dal governo. In secondo luogo, nella realizzazione di ulteriori passi in avanti per la creazione di “un quadro inclusivo per le riforme”. E’ necessario inoltre ricomporre le divisioni interne della società moldava. (segue) (Beb)
www.agenzianova.it

giovedì 10 maggio 2012

Perché investire in Moldavia?

Valeriu Lazăr ha poco più di quarant'anni. E', dal 2009, ministro dell’Economia e vice-primo ministro della Moldavia. Ha assunto l’incarico in piena crisi economica ed è uno dei punti di riferimento del governo. In questa intervista spiega come la Moldavia ha reagito alla crisi, quale il suo modello di sviluppo, perché offre opportunità d'investimento
Ministro, quali le risposte del suo governo alla crisi economica?
Abbiamo presentato da poco un rapporto che contiene tutte le misure anti-crisi adottate da quando, nel settembre 2009, si è insediato il nostro governo. Da allora ho avuto la responsabilità di elaborare un programma per stabilizzare e rilanciare l’economia. Nel terzo trimestre del 2009 la decrescita economica era del 4,9%. Da lì abbiamo fatto analisi molto dettagliate per poter innanzitutto leggere la situazione. Nonostante la decrescita complessiva del 2009 sia stata del 6,9% del Pil, già nel 2010 siamo riusciti a crescere del 7,1% e nel 2011 del 6,4%. Tra i nostri vicini, né la Romania, né l’Ucraina sono cresciuti così tanto.
Segue:  http://www.balcanicaucaso.org/aree/Moldavia/Perche-investire-in-Moldavia-116194

Aprire un’attività in Moldavia. Investire in Moldova.

 Investire ed avviare un’attività in Moldova, è già stato oggetto di alcuni nostri post in passato.   Oggi, intervistiamo il dott. Stefano Bernabeo, Presidente Confindustria Moldova che ci ha gentilmente concesso un’intervista sulle opportunità legate ad investimenti ed aperture di attività in Moldavia.   Passiamo direttamente alle domande.


Qual’è il ruolo della sua Associazione in un Paese ai confini dell’Europa e quali sono gli obiettivi che vi date in prospettiva futura?

Il ruolo di Confindustria Moldova si configura essenzialmente come strumento di aiuto, sviluppo e tutela delle aziende italiane presenti in Moldova o che hanno piani di sviluppo in questo paese. Le prospettive future sono ovviamente quelle di consolidare la struttura confindustriale e di dare sempre il massimo dell’assistenza ai processi di internazionalizzazione dell’impresa Italia in Moldova. Siamo attualmente inseriti dal Governo Moldavo nel tavolo di discussione relativo a nuove leggi in materia economica, unici Italiani, insieme alle altre 14 principali organizzazioni economiche moldave e straniere, su un totale esistente di circa 3000. Allo stesso modo lavoriamo con la Direzione Generale delle Dogane e con l’EBA, l’Associazione europea che raggruppa le più grandi imprese presenti in Moldavia alla quale siamo legati da un importante accordo di collaborazione e di interscambio di informazioni.


Quali sono i settori che a medio termine, possono essere considerati interessanti per un imprenditore che decide dall’Italia o da un altro paese, investire per avviare un’attività in Moldavia?

I settori di interesse sono molteplici, oltre ai classici settori del manifatturiero, tessile, calzaturiero, stanno assumendo una importanza rilevante il settore dell’energia, inteso nonsolo come rinnovabili, ma anche come adeguamento reti gas ed elettriche. In questo senso ci stiamo muovendo con impegno, partendo dallo studio della legislazione attualmente presente in Moldavia e le relative modifiche da proporre al Governo Moldavo per renderla adeguata alle normative europee e permettere così alle ns. aziende di investire con la giusta tranquillità. Anche il settore commerciale, con il progressivo innalzamento del livello di benessere economico che sta vivendo questo Stato, risulta essere interessante per le ns. imprese. Allo stesso modo il settore agricolo, che presenta delle importanti opportunità sia per quanto riguarda l’agricoltura che per la zootecnia e agroindustria, e’ da valutare con la giusta attenzione. Da non tralasciare anche il comparto dei servizi, soprattutto di quelli rivolti verso l’Italia, dove, per il basso costo della forza lavoro e la relativa facilità di reperire personale con conoscenza della lingua italiana, ci sono importanti spazi per creare strutture di servizi contabili e di call center rivolti verso l’Italia che, per altro sono già utilizzati dalle principali banche italiane.In quale parte del Paese, conviene localizzare l’attività? (Chisinau, Trasnistria, resto della Moldavia) La Moldavia e’ uno Stato relativamente piccolo e non ci sono differenze così grandi tra le varie zone del paese. Discorso a parte merita la Transnistria, dove a seguito dei recenti cambiamenti politici si aprono nuove ed importanti novità che ci vedono in prima linea con le principali organizzazioni, il DAI americano per i progetti agricoli, e l’EBA per i progetti industriali con i quali abbiamo partecipato ai primi forum in Transnistria per avvicinare le ns. imprese a questa zona dalle prospettive così interessanti. Quali sono i principali vantaggi di aprire un’attività in Moldavia e quali sono invece le criticità a cui bisogna far fronte?I vantaggi di internazionalizzare in Moldavia sono consistenti, dalla normativa fiscale che tassa i redditi d’impresa con un massimo del 12%, alle agevolazioni, per il “made in Moldova”, che permettono di entrare nel grande mercato russo e in generale in tutti i paesi CSI a dazio zero. Oltre ad un costo di manodopera più basso rispetto agli altri paesi balcanici e con costi energetici molto contenuti. Come in tutti i paesi dell’Est Europa, ci sono delle difficoltà relative alla burocrazia e alla corruzione che, inutile negare, esiste; seppur anche in Italia ci siano degli esempi eclatanti su questi sistemi che si pensavano superati. In generale la ns. funzione di assistenza e tutela va riferita anche alle risoluzioni di queste problematiche.   Delocalizzare in Moldavia per un’azienda italiana od europea, ha ancora senso? E quali problematiche doganale e burocratiche si potrebbero incontrare se si decidesse delocalizzare in Moldavia per esportare verso l’UE? Relativamente a questo punto ci tengo a sottolineare che Confindustria non condivide e non agevola la delocalizzazione delle imprese italiane, intesa come chiusura delle attività in Italia e apertura all’estero, ma bensì il nostro lavoro e’ mirato a favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane che per stare sui mercati hanno necessita di trovare nuove economie e nuovi mercati mantenendo la ns. “italianità” che ha sempre fatto la differenza nei mercati di tutto il mondo dove le ns. aziende si sono trovate ad operare. Premesso questo, ribadisco, per quanto spiegato prima che ci sono delle logiche importanti per internazionalizzare in Moldavia e riesportare verso la UE o verso i paesi CSI. Le problematiche doganali esistono ma ormai sono in via di normalizzazione; non dimentichiamo che sono iniziati in questi giorni i negoziati sul libero scambio tra la UE e la Moldova. Inoltre sono presenti in Moldova 7 zone economiche libere con importanti agevolazioni e facilitazioni previste proprio per le lavorazioni che devono rientrare nella UE o che devono essere riesportare verso i paesi CSI I costi e l’approvvigionamento dell’energia sono un problema in Moldavia?   L’approvvigionamento di energia in Moldova e’ in fase di miglioramento per i costanti investimenti sul rinnovamento delle reti, anche se ancora molto c’è da fare. I costi sono indicativamente del 20/25% inferiori a quelli europeiVendere al mercato interno Moldavo : quali sono i prodotti e servizi da sviluppare per il mercato interno e dove quindi, ci sono ancora ampi spazi di crescita?Il mercato interno moldavo, seppur in crescita come sottolineavo prima, si scontra con le dimensioni di un paese relativamente piccolo e con circa 3700000 abitanti. Per cui molte aziende che producono beni o servizi in Moldavia trovano riscontri anche per il mercato interno, ma questo non risulta essere il fattore predominante di interesse per investimenti in questo paese, con eccezione del settore delle costruzioni, civili ed industriali, che sta vivendo un momento di grande espansione e dell’arredamento.     Quali sono le caratteristiche tipo che deve possedere un imprenditore che intende venire a fare business in Moldavia per parecchio tempo? La Moldavia e’ uno Stato relativamente piccolo e non ci sono differenze così grandi tra le varie zone del paese. Discorso a parte merita la Transnistria, dove a seguito dei recenti cambiamenti politici si aprono nuove ed importanti novità che ci vedono in prima linea con le principali organizzazioni, il DAI americano per i progetti agricoli, e l’EBA per i progetti industriali con i quali abbiamo partecipato ai primi forum in Transnistria per avvicinare le ns. imprese a questa zona dalle prospettive così interessanti. I vantaggi di internazionalizzare in Moldavia sono consistenti, dalla normativa fiscale che tassa i redditi d’impresa con un massimo del 12%, alle agevolazioni, per il “made in Moldova”, che permettono di entrare nel grande mercato russo e in generale in tutti i paesi CSI a dazio zero. Oltre ad un costo di manodopera più basso rispetto agli altri paesi balcanici e con costi energetici molto contenuti. Come in tutti i paesi dell’Est Europa, ci sono delle difficoltà relative alla burocrazia e alla corruzione che, inutile negare, esiste; seppur anche in Italia ci siano degli esempi eclatanti su questi sistemi che si pensavano superati. In generale la ns. funzione di assistenza e tutela va riferita anche alle risoluzioni di queste problematiche. Relativamente a questo punto ci tengo a sottolineare che Confindustria non condivide e non agevola la delocalizzazione delle imprese italiane, intesa come chiusura delle attività in Italia e apertura all’estero, ma bensì il nostro lavoro e’ mirato a favorire l’internazionalizzazione delle imprese italiane che per stare sui mercati hanno necessita di trovare nuove economie e nuovi mercati mantenendo la ns. “italianità” che ha sempre fatto la differenza nei mercati di tutto il mondo dove le ns. aziende si sono trovate ad operare. Premesso questo, ribadisco, per quanto spiegato prima che ci sono delle logiche importanti per internazionalizzare in Moldavia e riesportare verso la UE o verso i paesi CSI. Le problematiche doganali esistono ma ormai sono in via di normalizzazione; non dimentichiamo che sono iniziati in questi giorni i negoziati sul libero scambio tra la UE e la Moldova. Inoltre sono presenti in Moldova 7 zone economiche libere con importanti agevolazioni e facilitazioni previste proprio per le lavorazioni che devono rientrare nella UE o che devono essere riesportare verso i paesi CSIOvviamente l’internazionalizzazione della propria impresa per l’imprenditore italiano presuppone la disponibilità di capitali di investimento, non necessariamente elevati, ma comunque indispensabili per iniziare una attività in questo paese ed in generale in tutti i paesi balcanici, oltre ad una buona predisposizione per l’organizzazione dell’impresa unitamente ad uno spirito “positivo” che permetterà di superare le difficoltà che inevitabilmente intervengono quando si tratta di aprire attività economiche e produttive in paesi stranieri.
Ringraziamo il dott Bernabeo per la disponibilità accordataci.

http://affaripropri.com/2012/05/aprire-unattivita-in-moldavia-investire-in-moldova/

 

mercoledì 29 febbraio 2012

Verona e Moldova vicine per l'agroalimentare

EXPORT. Il bilancio della missione di Chisinau
Una delegazione veronese ricambierà la visita In vista collaborazioni tra enti, banche e imprese
La Repubblica Moldova guarda a Verona, 1.380 chilometri la distanza in linea d'aria, che ricambia l'attenzione pensando au na collaborazione nell'agroalimentare. E al termine della settimana di studio della delegazione dei direttori delle principali banche della Repubblica Moldova coordinati dal ministero dell'Agricoltura di Chisinau, Ermes Bampa, coordinatore del progetto organizzato dallo Studio Com Italia, www.studiocomitalia.com, società veronese specializzata nell'internazionalizzazione di imprese dell'Est Europa, ha comunicato che tra poco tempo una delegazione veronese andrà a a Chisinau. Dagli incontri delle banche moldave con Banco Popolare e Bcc della Valpolicella è emersa la necessità di sviluppare relazioni e progetti agroalimentari in Moldova che negli ultimi anni è diventata interessante e strategica, perché è il paese più vicino degli Stati dell' ex Urss, con agevolazioni particolari verso Russia e Ucraina. «Veronamercato», afferma Bampa in una nota, «con l'intervento del direttore Paolo Merci si è resa disponibile a fornire know-how e organizzazione per realizzare il nuovo Centro agroalimentare di Chisinau; la Cantina Sociale di Negrar è interessata a costituire una sorta di gemellaggio con l'area vitivinicola moldava per una collaborazione strategica per l'accesso all'Est Europa; infine» si legge nella nota, «le aziende ortofrutticole Aposcaligera, Fruttital e Frutta C2 hanno auspicato che si possano instaurare rapporti di filiera anche per costituire un centro logistico per esportare nell' Est Europa». Il seminario su internazionalizzazione e finanziamenti agricoli, svoltosi in Confindustria è stato apprezzato dai componenti della delegazione Moldava. Pietro Petrucci, direttore dell' ufficio Sace di Verona ha assicurato disponibilità nell'assistere le aziende del Nordest. Attilio Febi, esperto di frutticoltura e di finanziamenti ha presentato le agevolazioni per l'agroalimentare e ha fornito indicazioni per lo sviluppo delle filiere, quali la capacità di aggregazione, la certificazione di qualità, la formazione e la tutela dell'ambiente.
http://www.larena.it/stories/Economia/338041_verona_e_moldova_vicine_per_lagroalimentare/?refresh_ce

lunedì 27 febbraio 2012

Viaggio nella Repubblica di Moldavia.

La settimana scorsa, allo scopo di approfondire e sviluppare nuove ipotesi di lavoro, ho partecipato con altri soci del Consorzio SINTESI a un viaggio in Moldavia. Siamo stati accolti da una Delegazione con la quale abbiamo avuto interessanti e promettenti scambi di informazioni. Il Paese vive un periodo di crescita interessante ma ancora non dispone di infrastrutture, per questo i nostri interlocutori sono stati attenti e concreti, desiderosi di attirare capitali esteri. Per un 2012 che si annuncia in piena recessione, le imprese di CNA Millano-Monza Brianza possono essere presenti e attive sui mercati emergenti. Sempre più spesso uniamo le nostre forze e le nostre competenze in una sinergica azione di sistema. L’Associazione fornisce adeguati strumenti atti a cambiare approccio e modo di operare sui mercati e accelerare i processi d’internazionalizzazione. Occorre andare oltre il semplice export, spesso occasionale e temporaneo,e sviluppare progetti di joint-venture, investimenti commerciali, interscambio di risorse umane,  conoscenza e cultura, promuovendo tra gli imprenditori moldavi quegli ideali di correttezza, rispetto sindacale, amore per il proprio lavoro tipici di un’imprenditoria sana, e che sia quindi in grado -di costruire prima ed accompagnare poi -un’imprenditoria etica locale, sostenendola anche a livello di proposte legislative presso le Istituzioni allo scopo di combattere il lavoro nero e la concorrenza sleale. Senza dimenticare che dal 2012 la Moldavia avrà accesso ai finanziamenti dalla Comunità Europea.
 Daniela Cavagna, Imprenditrice e referente Unione Costruzioni
www.cnamilano.it

lunedì 6 febbraio 2012

Nato in URSS

 
Vasile Ernu, nato nella Moldavia sovietica, attualmente vive e lavora in Romania. Il suo libro d’esordio Nato in URSS è divenuto ben presto un caso editoriale, ottenendo successo di mercato e riscontri positivi anche fuori dalla Romania. Un viaggio tra luoghi e situazioni alla scoperta degli aspetti meno noti della vita dell’homo sovieticus. Nostra recensione
Vasile Ernu accompagna il lettore in un viaggio nella vita quotidiana di un popolo che non esiste più e che in effetti non è mai esistito: il popolo sovietico, un popolo che faceva collettivamente “tutto, sempre e ovunque”. Nel libro si individua ben presto un protagonista, “noi, il popolo sovietico”, e un antagonista, “loro, i capitalisti”, ed è chiaro che Ernu è a questi ultimi che si rivolge per raccontare nei dettagli i più svariati aspetti della vita di un cittadino sovietico. Oggetti, personaggi, situazioni, memorie comuni, aneddoti, riti di passaggio sono al centro di una narrazione spezzata in brevi capitoli che consente di passare quasi senza intoppi da un capitolo all’altro rendendo questo libro una sorta di enciclopedia della vita sovietica, ricca di spunti da approfondire anche su internet, magari a partire proprio dal sito dedicato al libro e realizzato dallo stesso Ernu, www.NascutInUrss.ro.
“Il sesso in URSS”, “Cosa beve il cittadino sovietico”, “Ode alla tualet sovietica” e “La barzelletta sovietica, la migliore al mondo” sono i titoli di alcuni delle decine di capitoli che compongono Nato in URSS, un libro che, come emerge fin dalle prime pagine, concede molto alla nostalgia e al ricordo affettuoso per un mondo che non esiste più, e quasi niente a chi si aspetta una riflessione critica su ciò che è stata l’Unione Sovietica.
“Ma lasciate che sia sincero fino alla fine. Ho amato e ammirato anche Vladimir Il’ič Lenin. Era vivace, dinamico, aveva principi e disegni grandiosi. […] Tanto di cappello. Peccato che sia scomparso e sia arrivato quell’insopportabile di Stalin, dal quale ho tenuto le distanze. Né odio, né amore. E che colleghi erano quelli di Lenin! […] Se non vi arreca disturbo, proporrei di osservare un minuto di raccoglimento in loro onore. Non vi spazientite, ne vale la pena… Grazie”.
In altri passaggi, Lenin è presentato come “l’amico, il padre, il nonno, il compagno, il maestro”, “un demiurgo”, un “dio laico”, una figura trasfigurata e presentata negli stessi termini in cui lo dipingeva il sistema educativo sovietico. Non un personaggio storico, quindi, ma una figura mitica, entrata a far parte dell’immaginario collettivo come tante altre meno note in Occidente: Štirlitz, “il James Bond sovietico”, Buratino, il pinocchio made in USSR protagonista di barzellette sconce, o Ostap Bender, immortale eroe del romanzo “Le 12 sedie” di Il’f e Petrov, continuamente citato nel libro.
È proprio questo l’aspetto più meritevole del testo di Ernu: la capacità di presentare modi di fare tipici di chi è nato e ha vissuto nell’Unione Sovietica, la minuziosa e affettuosa descrizione degli aspetti più vari che caratterizzavano la vita di chi ha vissuto quegli anni e che in seguito sono rimasti parte imprescindibile del capitale culturale a cui anche i giovani nati dopo il crollo dell’URSS fanno riferimento.
Si tratta però della memoria trasfigurata di elementi concreti estrapolati dalla loro esistenza reale. Ernu racconta del “preservativo sovietico”, dello “champagne sovietico”, della festa del Primo maggio, di scuola, di bagni pubblici, di appartamenti collettivi, dell’amante di Lenin ma non ci dice quasi niente della sua esperienza personale, del suo quartiere, del suo cortile, della sua città o della Moldavia sovietica della sua adolescenza.
Ernu descrive “la tualet sovietica” nei minimi dettagli, raccontando come l’“uomo sovietico” vi si approcciava, specificando la disposizione degli oggetti che vi si trovavano e la forma dei sanitari, parlando della funzione sociale e culturale di questo luogo che rimane comunque inevitabilmente un luogo idealizzato, privo di riferimenti autobiografici espliciti: non viene descritto il bagno pubblico vicino ai giardinetti dove l’autore passeggiava da bambino o il gabinetto della casa dove è cresciuto, ma piuttosto “la tualet sovietica” in quanto tale.
Niente o quasi ci ricorda che abbiamo di fronte un libro scritto in romeno da un uomo cresciuto nella Moldavia sovietica e pubblicato per la prima volta nel 2006 a Iaşi, nella Romania orientale. La Seconda guerra mondiale è presentata non certo per le tragiche vicende che hanno portato la Bessarabia a diventare parte dell’URSS, ma, seguendo l’ortodossia sovietica, come “Grande Guerra per la Difesa della Patria, […] un avvenimento affascinante, fonte di grande orgoglio”.

Tante storie, tanti spunti
Nato in URSS è quindi qualcosa di ben diverso dal libro di memorie di un uomo che ha trascorso la propria infanzia e adolescenza nella Moldavia sovietica. È piuttosto un almanacco che raccoglie quei frammenti di un’epoca passata che accomunano tutti coloro che sono cresciuti in URSS. Aspetti della vita quotidiana che non emergono né dai libri di storia, né dalla letteratura di epoca sovietica diffusa in Occidente.
In questo senso, il libro di Vasile Ernu può quindi essere guida narrativa in grado di arricchire, aggiungendovi note di colore e di viva umanità, un immaginario collettivo dell’URSS spesso appiattito sullo stereotipo del freddo siberiano e del grigiore trascurato dei condomini che caratterizzavano le periferie delle grandi città del blocco socialista.
Nelle pagine di Ernu si trova, ad esempio, una selezione significativa di alcuni dei cartoni animati e delle commedie sovietiche più amate in ex-URSS, film che, quantomeno in Russia, continuano ad essere programmati e instancabilmente citati anche dai giovani nati dopo il crollo dell’Unione. Si leggono i testi di alcuni dei grandi classici del rock sovietico. Si ritrova la passione per aneddoti, barzellette e citazioni letterarie e cinematografiche che spesso si incontra viaggiando per le repubbliche dell’ex-URSS.
Nato in URSS può essere quindi una lettura interessante non solo per chi desidera svagarsi per ore in un paradiso socialista surreale dove tutto sembra avere un significato più alto, dove persino una delle disfunzioni sovietiche più note, la necessità di aspettare per ore in coda per ottenere beni o servizi, viene elevata a bene superiore dalle qualità e dai meriti incomprensibili agli Occidentali (“Loro, con tutta quella libertà e la loro società civile, non sono riusciti a creare tanta ricchezza quanta ne abbiamo creata noi con questo istituto sociale”).
Il libro di Vasile Ernu, infatti, può essere anche un’introduzione narrativa ad un mondo su cui la caduta del Muro ha gettato poca o nessuna luce. Se negli anni Novanta l’Est europeo è stato inondato di cultura pop “Occidentale” (soprattutto americana), certo non si può dire il contrario: ad oltre vent’anni dalla caduta del muro di Berlino la cultura popolare sovietica e post-comunista in generale rimane del tutto ignota al grande pubblico dei Paesi che si trovavano dall’altra parte della “cortina di ferro”.
Nato in URSS sembra spesso essere l’autoritratto stereotipato di un homo sovieticus che non è mai esistito. Cionondimeno, è un testo appassionato e a tratti divertente, che racconta innumerevoli aspetti che inevitabilmente fanno parte del DNA culturale di chi in Unione Sovietica è cresciuto. Barzellette, storie o citazioni da film che immancabilmente emergono quando ci si ritrova a chiacchierare, magari di fronte a una tazza di tè o a una bottiglia di vodka, con chi quel mondo l’ha vissuto davvero.
Interviste e approfondimenti 
Leggi l’intervista a Vasile Ernu di Horia Corneliu Cicortaș pubblicata nel gennaio 2011 sul sito del Forum degli Intellettuali Romeni d’Italia (FIRI)
Leggi l’intervista a Vasile Ernu di Maria Luisa Lombardo pubblicata su eSamizdat nel 2008
Leggi altre recensioni di “Nato in URSS” pubblicate in italiano sul sito della casa editrice
Leggi il blog di Vasile Ernu [in romeno]
http://www.ernu.ro/presa/nato-in-urss-4/

mercoledì 25 gennaio 2012

Premieră absolută pentru Calea Ferată din Moldova.  Din primăvara acestui va fi lansată cursa de tren Chişinău - Milano, care va trece prin mai multe capitale ale Uniunii Europene.
Deşi preţul biletului nu se cunoaşte, deocamdată, ministrul Transporturilor, Anatol Şalaru, dă asigurări că va fi unul rezonabil. Chiar dacă trenul de pe noua cursă va avea o garnitură din şase vagoane, la Milano vor ajunge doar două.
"Pentru Europa sunt pregătite un alt tip de vagon RITZ, care-l pregătim pentru destinaţia Bucureşti, Budapesta, Vienna şi Milano Nu va merge trenul complet, va merge până la Bucureşti şi de la Bucureşi două vagoane vor pleca în continuare spre Viena cu cursa Bucureştiului", a precizat Vitalie Strună, director general Căile Ferate ale Moldovei.
Călătorii spun că lansarea noii curse este un proiect necesar.
"Omul poate călători liber, fară ca să alerge prin gări cu bagajele", a spus o pasageră.
Cursa Chişinău-Milano va circula zilnic şi va avea o capacitate de transport de până la 100 de oameni.
http://www.publika.md/premiera-absoluta-pentru-calea-ferata-din-moldova--va-fi-lansata-cursa-de-tren-chisinau---milano_673441.html

martedì 10 gennaio 2012


 
Il paradiso del vino dell’Europa orientale è senza dubbio la piccola e praticamente sconosciuta cittadina moldava di Milestii Mici, un comune di neanche 5.000 abitanti situato a 18 km dalla capitale Chisinau. Degli oltre 200 chilometri di cunicoli sotterranei, più di 120 sono attualmente in esercizio e circa 50 sono adibiti alla conservazione del vino, con le vie di questa incredibile città sotterranea che vengono scandite dai nomi di alcune delle qualità di vino che vi vengono prodotte, come ad esempio Aligoté, Cabernet e Feteasca.
La storia narra che la creazione di questi sotterranei nacque in origine per l’attività estrattiva della pietra nel sottosuolo da parte degli abitanti del villaggio (si calcola che questa attività abbia aperto complessivamente addirittura 400 chilometri di cunicoli).  La fama del villaggio è ovviamente legata al numero incredibile di cantine, dove sia le condizioni climatiche favorevoli e un terreno particolarmente adatto alla coltivazione della vite e sia le gallerie sotterranee scavate in passato, hanno contribuito a generare la più grande azienda vinicola del mondo, citata tra l’altro dal Guinnes World Record nel 2007. Il tutto condito da altri due fattori essenziali che si sposano armoniosamente e sostengono la produzione dei vini di elite alla fabbrica del vino di Mileştii Mici: la materia prima dei contenitori richiesti per la conservazione del vino, un ambiente perfetto per invecchiare del vino. 
Negli ultimi anni questo “paradiso del vino” sta prendendo sempre più piede tra appassionati, ma anche tra semplici curiosi, affascinati dall’idea di ammirare l’intricato dedalo di cantine sotterranee all’interno del quale sono conservate in condizioni ideali più di due milioni di bottiglie. Benché privo di particolari attrattive di carattere storico ed architettonico, l’insediamento di Milestii Mici è antichissimo e affonda le proprie radici addirittura nel X secolo a.C. Nel 1870Emmanuel Brihunet, sacerdote della chiesa di Saint Nikolai, scoprì alcune informazioni riguardanti il villaggio in alcuni vecchi manoscritti datati 30 marzo 1528, quando Milestii Mici e tutta la regione caddero in mano agli ottomani. Il prestigio di cui gode oggi la cittadina non sarebbe stato possibile se in passato gli abitanti non avessero mantenuto la tradizione di costruire le proprie case in pietra, che veniva estratta dal sottosuolo attraverso lo scavo di profonde gallerie nelle quali oggi sono conservate le bottiglie.
L’azienda vinicola Milestii Mici fu inaugurata nel 1969, quando si decise di conservare il vino prodotto dall’azienda “Moldova” nelle gallerie che si diramano dal centro del villaggio fino ai margini meridionali di Chisinau. Il risultato fu da subito strabiliante, grazie alle particolari temperature, costantemente comprese tra 12 e 14 gradi, e al tasso di umidità, variabile tra l’85 e il 95%, che consentirono il perfetto invecchiamento dei vini. Attualmente la fabbrica del vino “Mileştii Mici” è un’azienda pubblica specializzata nella produzione, nella conservazione e nell’introduzione sul mercato delle bevande alcoliche. Ispirati dai desiderata di ottenere un vino di qualità, i vinificatori di Mileştii Mici migliorano continuamente le qualità gustative e le proprietà dei vini. Anche un non appassionato non potrà rimanere indifferente al fascino emanato da questi camminamenti vecchi centinaia di anni nei quali, anche in piena estate, occorre coprirsi bene per via della temperatura costantemente bassa.
La bottiglia più vecchia risale al 1969, anno che ha segnato l’inaugurazione ufficiale dell’attività, ma scorrendo le pareti polverose si potranno notare decine di vini imbottigliati negli anni ’70 e ’80. SullaPiazza delle Grandi Adunate Nazionali di Chisinau, dal 2002 si tiene tutti gli anni, nel secondo weekend del mese di ottobre, il Festival Nazionale del Vino; ne prendono parte i principali produttori che attraverso i loro stands offrono un’interessante vetrina ai molti visitatori sia nazionali che esteri. Durante questa celebrazione il centro cittadino viene chiuso al traffico ed è possibile assistere a numerose rappresentazioni del tipico folklore moldavo.
di Salvatore Verde

martedì 3 gennaio 2012

Un milionar moldovean deschide o bază operaţională la Chişinău

Compania Carpatair, fondată şi condusă de Nicolae Petrov inaugurează trei zboruri directe din Chişinau către Veneţia, Roma (Fiumicino) şi Milano (Bergamo) începând cu 26 martie 2012.
Cu ocazia lansării bazei operaţionale din Capitala Republicii Moldova, compania Carpatair anunţă punerea în vânzare a 10.000 de bilete la preţuri reduse şi trei zboruri directe din Chişinau către Veneţia, Roma (Fiumicino) şi Milano (Bergamo) începând cu 26 martie 2012. Zborurile se vor efectua în colaborare cu Moldavian Airlines şi ALITALIA - Compagnia Aerea Italiana S.p.A.
„Începând cu primavara anului 2012 transportatorii aerieni moldoveni şi cei comunitari vor obţine accesul liber la piaţa zborurilor regulate între orice puncte din Moldova şi Uniunea Europeană urmare a liberalizării pieţei transportului aerian Moldova-UE", a precizat Nicolae Petrov, preşedintele companiei Carpatair.
Moldova are nevoie de acorduri similare cu Rusia şi cu Turcia
Potrivit lui Petrov, Republica Moldova are nevoie de acorduri similare cu Federaţia Rusă şi cu Turcia pentru că scăderea preţurilor la biletele de avion să aibă o pondere semnificativa per ansamblul pieţei transportului aerian.
Biletele de călătorie sunt disponibile prin internet online la adresa www.carpatair.com, prin intermediul centrului de rezervari Carpatair Call Center şi prin agenţiile de turism. Zborurile spre Roma vor fi efectuate joi şi duminica, spre Veneţia se va zbura în zilele de luni, miercuri şi vineri, iar spre Milano se va decola în zilele de marţi, joi şi duminică.
Zborurile de la Chişinău vor fi operate cu aeronave de tip Boeing 737 cu 150 de locuri, a precizat Anatolie Bzovii, directorul Moldavian Airlines.
În 2012 zburăm din Chișinău în Milano, Veneţia şi Roma cu 148 de euro în ambele direcţii
Înfiinţată în 1999, Carpatair este în prezent cea mai mare companie aeriană regională din Europa de Sud-Est operând în principal pe pieţe regionale.
Avere de 20 milioane de euro
Nicolae Petrov este fondatorul şi acţionar al companiilor Moldavian Airilines din Republica Moldova, Carpatair SA, Air Service şi firma de training Carpatair Flight Training din România. Are o avere estimată la 20 milioane de euro, potrivit ultimului Top Forbes România 500 de miliardari. Printre cooproprietarii companiilor sale se numără şi părintele IKEA, Ingvar Kamprad.
http://www.adevarul.ro/moldova/economie/Un_milionar_moldovean_deschide_o_baza_operationala_la_Chisinau_0_620938075.html#.TwLiV2SMrZ8.facebook

venerdì 30 dicembre 2011

Mentre l’Europa si dibatte nella crisi, la Cina investe in Moldova

Il 27 dicembre scorso il parlamento moldavo ha approvato il bilancio per il 2012. Si tratta di un passo essenziale per sbloccare i finanziamenti promessi dal Fondo Monetario Internazionale (FMI). Intanto, la Cina ha accordato a Chişinău una sovvenzione a fondo perduto di 9,5 milioni di dollari a conferma delle buone relazioni bilaterali. Non è la prima volta che il gigante asiatico mostra interesse per il paese più povero d’Europa. E investendo nei paesi situati nella sfera d’influenza russa, la Cina si dota di un potente strumento di pressione nei negoziati con Mosca
PRIVA di risorse e d’infrastrutture, strangolata dalla corruzione, la Moldova non è certo un mercato allettante per gli investitori esteri. Nel 2011 le rimesse, giunte principalmente attraverso canali informali, hanno toccato la quarta percentuale nel mondo, nonostante il forte calo degli ultimi due anni, mentre la base fiscale interna rimane assai ridotta. Per questo il reperimento delle risorse necessarie a finanziare la spesa pubblica rappresenta una difficile sfida per qualsiasi governo.
Il documento approvato il 27 dicembre prevede entrate per 21,3 miliardi di lei e spese per 22,1 miliardi, con un deficit pari a 797 milioni – circa 67,8 milioni di dollari. Secondo il ministro delle Finanze Veaceslav Neguţa le principali novità consistono nel passaggio a un metodo indiretto di calcolo della tassazione – attraverso la valutazione dei beni effettivamente posseduti – e nella diminuzione dell’indebitamento. I comunisti, che hanno condotto una strenua opposizione, accusano il governo di farsi dettare l’agenda dal FMI, che si comporta da padrone del paese.
Il Fondo è intervenuto più volte durante l’iter parlamentare della legge di bilancio, che secondo la normativa dovrebbe essere approvata entro il 5 gennaio. Il capo della missione locale, Nicolay Gueorguiev, ha inviato ai leader dei partiti di governo una lettera in cui esprimeva preoccupazione per il ritardo nell’approvazione e per alcune dichiarazioni dei deputati della maggioranza che mettevano in dubbio gli elementi chiave del pacchetto di riforme concordato. Si rischiava di perdere un finanziamento da 80 milioni di dollari.
Il Presidente ad interim Marian Lupu si è detto infastidito di tale missiva – resa pubblica nonostante il contenuto riservato – e ha dichiarato che la prossima volta il parlamento si prenderà il tempo necessario per svolgere un’analisi più attenta. Le misure adottate prevedono tagli alla spesa sociale, alla sanità e all’istruzione.
Se il FMI concede prestiti dietro condizionalità, altri finanziatori sono più generosi: è il caso della Cina. Il premier Vlad Filat si è recato in visita a Pechino nel settembre 2010 e da allora le esportazioni di vino (risorsa strategica della Moldova) verso il gigante asiatico sono più che decuplicate, a fronte del bando introdotto dalla Russia e della quota irrisoria stabilita dall’UE. Il 12 ottobre il ministro degli Esteri moldavo, Iurie Leancă, e il suo omologo cinese, Yang Jiechi, hanno avuto un incontro in cui si sono impegnati a “sostenersi reciprocamente in vari ambiti”.
Infine, il 15 dicembre i due paesi hanno firmato un accordo di cooperazione economica e tecnica. Per celebrare il ventesimo anniversario dall’avvio delle relazioni diplomatiche e a conferma dei buoni rapporti bilaterali, Pechino stanzierà 9,5 milioni di dollari a fondo perduto – circa 3 dollari per ogni moldavo. Essi saranno utilizzati per finanziare progetti individuati congiuntamente in futuro dalle autorità dei due paesi.
Non è la prima volta che Pechino investe in Moldova. Al momento sono in via d’attuazione progetti per l’innovazione in campo medico, la videosorveglianza del traffico e la diffusione di internet. E il secondo più grande centro commerciale del Paese, il Megapolis Mall, è di proprietà della compagnia cinese Shan Lian, che l’ha costruito pochi anni fa. Nel luglio 2009 i due governi firmarono un memorandum d’intesa che prevedeva un prestito da un miliardo di dollari (un decimo del PIL moldavo), ma quella del 15 dicembre è stata la donazione più consistente finora ricevuta dalla Cina. Per fare un paragone, nel febbraio 2010 il FMI aveva sborsato solo 93 milioni dei 574 previsti da un accordo firmato allora, mentre il primo ministro Filat era ancora in attesa dei 500 milioni promessi dalla Russia al precedente governo comunista.
Perché la Moldova dovrebbe suscitare l’interesse di Pechino? Innanzitutto per il suo potenziale di sviluppo: la costruzione delle infrastrutture, oggi quasi completamente assenti, rappresenta una promettente fonte di guadagno e l’industria tessile locale si presta agli investimenti cinesi. Inoltre, la popolazione è quasi del tutto alfabetizzata, parla russo (non solo rumeno) e possiede buone competenze in ambito informatico.
Investendo nei paesi situati nella sfera d’influenza russa, la Cina si dota di un potente strumento di pressione nei negoziati con Mosca. Allo stesso tempo, la vicinanza dell’UE rende la Moldova un ottimo punto d’appoggio low cost per le esportazioni verso il resto del continente. Per questo Pechino ha deciso di affrontare la corrotta burocrazia e gli arbitri degli ufficiali di dogana moldavi. Mentre Bruxelles è impegnata ad affrontare la crisi della moneta unica e dimentica le aspirazioni europee di Chişinău.
di Simone Piras
http://www.thepostinternazionale.it/2011/12/mentre-l%E2%80%99europa-si-dibatte-nella-crisi-la-cina-investe-in-moldova/

giovedì 29 dicembre 2011

Nuovi voli verso la Moldavia con Carpatair

Anche il piccolo Stato della Moldavia sta cercando di puntare sul turismo. Il Paese, incastonato tra Ucraina e romania e senza uno sbocco sul mare ha iniziato infatti una campagna promozionale in tutta Europa che ha come scopo quello di portare il maggior numero possibile di turisti a visitare il Paese entro pochi anni. Il vicino Campionato Europeo di calcio, che si svolgerà in Polonia ed Ucraino nei mesi di giugno e luglio 2012 può rappresentare un'occasione per visitare la Moldova. Ecco perchè tute le autorità competenti si stanno muovendo in questo senso e tra gli incentivi turistici ci sono anche quelli relativi ai voli aerei.
La Carpatair, una compagnia aerea regionale con sede a Timisoara, Romania, ha deciso di aprire ben 4 rotte dall'Italia verso la capitale della Repubblica di Moldavia, Chisinau. Le città del nostro Paese dalle quali saranno operativi i collegamenti con il Paese dell'est Europa sono Bologna, Bergamo, Roma e Venezia. I voli saranno operativi dallo scalo di Bologna dal 20 luglio fino a metà settembre 2012, dall’aeroporto Orio al Serio di Bergamo dal 29 marzo, da Roma Fiumicino dal 27 marzo e da Venezia dal 26 marzo. E' già possibile acquistare i voli sul sito ufficiale della compagnia aerea.

I 4 nuovi voli si sommano alle rotte già operative del vettore rumeno. Dall'Italia infatti partono voli regolari verso Timosoara, hub della compagnia, da Bari, Ancona, Roma Fiumicino, Bologna, Venezia e Bergamo Orio al Serio.
http://www.viaggiandoineuropa.it/news/701-nuovi-voli-verso-la-moldavia-con-carpatair-28122011.html

martedì 6 dicembre 2011

Ascom-Acmi, accordo per avvicinare Reggio alla Rep. Moldova


Il 23 novembre scorso Confcommercio Reggio Emilia e Acmi, l'associazione dei cittadini moldavi in Italia, hanno firmato alla presenza del console generale della Repubblica Moldova Nicolae Nuca una convenzione per garantire assistenza e consulenza alle imprese e alle persone che vorranno visitare la Moldova per avviare attività di business o per turismo. Alla firma dell’accordo, avvenuta presso la sede provinciale di Confcommercio, erano presenti il presidente dell’Acmi Marian Palii con alcuni membri dell’associazione, l’assessore a coesione e sicurezza sociale del Comune di Reggio Franco Corradini, il vicepresidente della Camera di commercio reggiana Francesco Fontanili, il presidente di Ascom Reggio Donatella Prampolini Manzini e il direttore dell'associazione economica Pier Paolo Occhiali.



“La convenzione - ha spiegato quest'ultimo - offre diversi strumenti per le imprese e i cittadini che desiderano visitare la Moldova per turismo, manifestazioni, eventi, fiere e congressi o per avviare una attività di business. Consente di conoscere le possibilità di investimento e mette a disposizione personale in grado di affrontare le diverse problematiche”. “E’ il primo accordo di questo genere che concludiamo - ha ricordato la Prampolini Manzini - e ci auguriamo che possa portare beneficio ai cittadini moldavi ma anche ai nostri imprenditori che vogliano investire in Moldova. Abbiamo trovato nel console Nuca una persona disponibile al dialogo e preparata: sicuramente faremo altre cose insieme in futuro”.

Proprio il console, commentando la firma dell'accordo, ha specificato che la Moldova "è uno tra i tanti piccoli paesi che ancora non hanno tutti i requisiti per entrare nell’Unione Europea, ma i cittadini moldavi nei paesi europei si impegnano con determinazione per aiutare il paese a fare questo grande passo”. “In particolare - ha aggiunto Palii riprendendo i temi della convenzione - l’attività è focalizzata sull’assistenza e la consulenza alle imprese alle quali possiamo offrire un’ampia gamma di servizi, dalle informazioni commerciali all’assistenza legale, dalla ricerca di partner commerciali all’organizzazione di missioni esplorative”.
http://www.24emilia.com/Sezione.jsp?titolo=Ascom-Acmi%2C+accordo+per+avvicinare+Reggio+alla+Rep.+Moldova&idSezione=31858

martedì 22 novembre 2011

In taxi solo chi parla russo.

La Moldova, ex repubblica sovietica e oggi Stato indipendente incuneato tra Romania e Ucraina, vive un’identità culturale incerta tra la lingua romena, quella russa e quella gagauza, idioma di ceppo turco parlato in alcuni territori autonomi del centro del Paese.
In questi giorni è emersa all’attenzione dei media la questione delle società che gestiscono i taxi della capitale moldava, Chisinau: risulta che, per chi non parla russo, ordinare una corsa di taxi sia molto difficile, se non impossibile. La quasi totalità delle aziende che controllano il servizio delle auto pubbliche, infatti, è in mano a persone di etnia russa, che assumono personale russofono. Un’abitante della capitale lamentava, qualche giorno fa, di aver dovuto attendere mezz’ora al telefono, prima di riuscire a parlare con un operatore di lingua romena. Il quotidiano «Jurnal de Chisinau» ha così lanciato la campagna «Chiama il taxi in romeno».
La questione non ha solo riflessi pratici o di costume. E’ uno degli indici della difficoltà della Moldova a ritrovare una propria identità dopo la caduta dell’Unione Sovietica. Tipico territorio di frontiera, nella sua lunga storia la Moldova ha cambiato più volte padrone, passando ripetutamente dall’integrazione con la Romania alla dominazione dell’impero russo e poi dell’Unione Sovietica.
La lingua russa è oggi maggioritaria nella regione orientale della Transnistria. La minoranza russofona (che secondo il censimento del 2004 costituisce il 5,9% della popolazione totale) intrattiene con il resto del Paese relazioni non facili, non essendo ben disposta a perdere i privilegi dei quali godeva durante il periodo sovietico. Pochi mesi fa, anche con la minoranza gagauza era sorta una controversia linguistica, poiché le scuole locali avevano emesso diplomi esclusivamente in lingua gagauza, senza traduzione in romeno.
Sia in Romania sia in Moldova vi sono forti correnti di pensiero favorevoli a una riunificazione dei due Stati, resa difficile però anche dalla particolare composizione etnico-linguistica della Moldova. Durante la dominazione sovietica, in Moldova si utilizzava la lingua romena, scritta però in caratteri cirillici e definita «lingua moldava». Come in tutti gli altri territori sovietici non russi, però, la lingua dominante e per tutti obbligatoria restava il russo. Con la dichiarazione d’indipendenza del 1991, affermare il primato del romeno (definito ancora «moldavo» ma scritto da allora in poi in caratteri latini) fu un modo per sancire la riappropriazione della storia e dell’autonomia culturale moldave.
La Costituzione della Repubblica di Moldova afferma che la «lingua di Stato» è la «lingua moldava» (di fatto, il romeno), precisando non per nulla che essa si basa «sui caratteri latini». Lo Stato non attribuisce alcuna ufficialità al russo, anche se riconosce il «diritto alla conservazione, allo sviluppo e alla pratica della lingua russa e delle altre lingue parlate nel territorio del Paese». In uno Stato di recente fondazione e attraversato da profondi conflitti sociali, dovuti anche alla precaria condizione economica attuale, la questione linguistica è spia di contrasti storici assai più profondi. | ©2011 Luca Lovisolo
http://www.blog.lucalovisolo.ch/moldova/taxi-solo-in-russo.html

martedì 15 novembre 2011

Anunț privind lansarea celui de-al doilea apel de propuneri de proiecte în cadrul Programului Operațional Comun România–Ucraina–Republica Moldova 2007-2013 .


România-Ucraina-Republica Moldova, 15 Noiembrie 2011 — Programul Operațional Comun România-Ucraina-Republica Moldova 2007-2013
Prioritatea 1: Către o economie mai competitivă în zona de frontieră;
Prioritatea 2: Mediul și pregătirea pentru situații de urgență;
Prioritatea 3: Promovarea activităților People-to-People.
Ministerul Dezvoltării Regionale și Turismului (MDRT) din România, în calitate de Autoritate Comună de Management a Programul Operaţional Comun România-Ucraina-Republica Moldova 2007-2013, solicită propuneri de proiecte pentru PRIORITATEA 1: Către o economie mai competitivă a zonei de frontieră; PRIORITATEA 2: Mediul şi pregătirea pentru situaţii de urgenţă şi PRIORITATEA 3: Promovarea activităţilor People-to-People, în aria eligibilă a programului, proiecte care vor beneficia de asistență financiară din Programul Operaţional Comun România-Ucraina-Republica Moldova 2007-2013.
Ghidurile solicitanţilor pot fi consultate la sediul MDRT, str. Apolodor nr. 17, Sector 5, Bucureşti, România, la sediile Secretariatului Tehnic Comun al programului: Biroul Regional pentru Cooperare Transfrontalieră Suceava, str. Dragoș Vodă nr. 22, Biroul Regional pentru Cooperare Transfrontalieră Iași, str. Păcurari nr. 110.
De asemenea, informații utile puteți găsi
AICI: http://ec.europa.eu/europeaid/work/onlineservices/index_en.htm
http://www.comunicate.md/index.php?task=articles&action=view&article_id=4483

mercoledì 2 novembre 2011

 
Per saperne di piu' sulla Moldova visita il mio sito www.chisinau-kishinev.com .

La cantina di Mileştii Mici situata a soli 18 chilometri dalla capitale Chisinau è stata recentemente iscritta nel Guinness dei Primati per possedere la più grande collezione di bottiglie al mondo! La storia narra che la creazione di questi... sotterranei nacque in origine per l'attività estrattiva della pietra calcarea da parte degli abitanti del villaggio, si calcola che questa attività abbia aperto complessivamente addirittura oltre 200 chilometri di cuniculi. La pietra estratta e’ stata utilizzata anche per la ricostruzione di Chisinau dopo la distruzione avvenuta nell’anno 1944 ad opera dei bombardamenti nazisti. Nel 1968 l’allora stato Sovietico decise la chiusura della miniera e l’anno successivo inizio’ l’utilizzo dei sotterranei per la conservazione del vino. 
Degli originali 200 chilometri sotterranei totali adattati a questo scopo circa 55 di essi sono attualmente in esercizio; la temperatura, costante tutto l’anno, oscilla tra i 12 ed i 14 gradi mentre l’umidita’ varia tra l’85 ed il 95%, dati che certificano Milestii Mici come luogo ideale per la conservazione del “nettare di Bacco”. Attualmente oltre 2.000.000 di bottiglie sono conservate nella Collezione d’Oro di Mileştii Mici di cui la maggior parte sono di vino rosso, la piu’ vecchia di esse e’ un “Buchet Moldovei” del 1968 valutato oltre 2.000 Euro a bottiglia. Pregevole e’ anche la sezione dedicata ai vini di Purcari con la presenza di diverse annate di “Negru de Purcari”, “Purpuriu de Purcari” e “Rosu de Purcari”. La I.S.(Azienda Statale) Mileştii Mici attualmente esporta principalmente in Giappone ed in alcuni stati dell'ex U.R.S.S. nonchè, seppur in piccole quantità, verso alcuni paesi dell'UE. Le visite organizzate alla Cantina posso essere effettuate tutti i giorni dell’anno. Per saperne di piu' sulla Moldova visita il sito http://www.chisinau-kishinev.com

martedì 1 novembre 2011

Tinere moldovence traficate în Italia - actriţe într-un film care doare.

Duminică, la Teatrul "Mihai Eminescu" din capitală a avut loc cea de-a doua ediţie a "Serii filmului italian", organizată de Asociaţia obştească "Arci Moldova", sub patronajul Ambasadei Italiei în Republica Moldova. Evenimentul a debutat cu un omagiu adus compozitorului italian Nino Rota (premiul Oscar în 1974 pentru muzica din filmul "Naşul", partea a doua), în interpretarea Orchestrei de Cameră a Teatrului Naţional "Mihai Eminescu" (dirijor Valeriu Patic).

Printre numeroşii spectatori care au umplut sala Naţionalului din Chişinău au fost reprezentanţi ai comunităţii italiene din Republica Moldova, dar şi foşti migranţi moldoveni, scriitori, oameni de cultură, elevi de la liceul "Dante Alighieri" din capitală şi de la liceul "Mihai Eminescu" din oraşul Bălţi etc.
În program au fost incluse câteva filme italiene - "Odată născut, nu te mai poţi ascunde", în regia lui Marco Tullio Giordana, "Fratele meu este unicul fiu", în regia lui Daniele Luchetti, şi "Amarcord" - filmul celebrului regizor italian Federico Fellini. Salutând publicul prezent, ambasadorul Italiei în Republica Moldova, Excelenţa Sa, dl Stefano de Leo, a menţionat importanţa unor astfel de evenimente. "Este frumos să văd aici, împreună, atâţia prieteni italieni şi din Republica Moldova. Aceasta este a doua ediţie a festivalului filmului italian, sperăm că vor urma şi alte manifestări culturale. Dacă aţi decis să veniţi în acest extraordinar teatru, într-o după-amiază atât de frumoasă de duminică, se vede că este o deosebită sensibilitate faţă de filmul şi cultura italiană", a spus ambasadorul, mulţumind preşedintelui Asociaţiei "Arci Moldova", Nazzareno Gaffuri, pentru organizarea acestui eveniment.

Fenomenul migraţiei nu trebuie înfruntat cu superficialitate
Solicitat de FLUX, ambasadorul Stefano de Leo a declarat că fenomenul migraţiei trebuie înfruntat cu atenţie, şi nu cu superficialitate. "Toate filmele prezentate sunt importante. În special, filmul "Odată născut, nu te mai poţi ascunde" este unul deosebit, inspirat din experienţa lui Don Cesare Lodeserto (prezent la proiectarea filmului), din realitatea migraţiei şi a traficului de persoane. E o realitate trăită, care lasă un semn chiar şi după ce vezi filmul. Tema migraţiei este una foarte delicată, care trebuie înfruntată cu o atenţie deosebită, pentru că sunt încă multe prejudecăţi. Filmul deschide ochii spre această temă şi te face să reflectezi asupra lucrurilor care există şi trebuie înfruntate cu seninătate", a spus ambasadorul. În ce priveşte inaugurarea Consulatului italian la Chişinău şi eliberarea vizelor, ambasadorul Stefano de Leo a spus că, în ultimele luni, au fost notate unele schimbări. "Relaţiile dintre cetăţenii noştri sunt mai simple. Este mai puţin complicat pentru cei care pleacă să muncească în Italia, pentru reunirea familiei sau chiar pentru a vizita rudele. Aceasta comportă avantaje pentru cetăţenii moldoveni, dar şi pentru mulţi italieni, care au aici, în Moldova, familii, căsătorii mixte, fii. Aceasta facilitează mult contactele umane. Noi suntem bucuroşi că Ambasada poate ajuta oamenii să călătorească, poate contribui la apropierea culturală etc.", a spus Stefano de Leo. La rândul său, consulul italian, Bruno Castellani, a menţionat că în primele luni ale anului curent la Chişinău, au fost eliberate deja, peste 3 mii de vize pentru Italia cetăţenilor moldoveni.

"Am recuperat de pe străzile Italiei 1136 fete moldovence, victime ale traficului"
Don Cezare Lodeserto, preotul catolic care de câţiva ani se află în Republica Moldova, spune că a participat la realizarea filmului, împreună cu regizorul, şi că la filmări au fost prezente peste 20 de tinere moldovence traficate. În opinia sa, filmul relatează despre suferinţa emigraţiei. Filmările au avut loc în iarna anului 2004 - primăvara anului 2005. Una din actriţele principale, tânăra care în film joacă rolul Alinei, este din Republica Moldova şi a fost traficată de la vârsta de 13 ani, prin Albania, Kosovo… Don Cesare spune că a întâlnit-o pe Alina în Italia, când avea 14 ani şi era distrusă fizic. Părea irecuperabilă. "A fost nevoie de mult timp, dar am reuşit să o ajutăm să se pună pe picioare. Când a jucat în film deja împlinise 18 ani. Acum are 22 de ani, trăieşte în Italia". Filmul a fost prezentat în mai 2005 la Festivalul de film de la Cannes şi a avut numeroase aprecieri din partea criticii internaţionale. "În film participă chiar fete din Europa de Est, din Moldova, victime ale traficului de persoane. E vorba de persoane care chiar au trăit, au simţit pe pielea proprie ce înseamnă exploatarea. E o istorie adevărată, a atâtor fete care au fost traficate şi exploatate. Aceasta este realitatea. La filmări au participat peste 20 de fete din Moldova, dacă priveşti cu atenţie numele actorilor, a participanţilor în film, sunt toate fete moldovence. Eu, cu fundaţia mea, am recuperat de pe străzile Italiei 1 136 de fete moldovence, victime ale traficului, în special în anii 1998-2004, când a fost perioada cea mai cruntă. Ulterior, fenomenul a diminuat foarte mult. Cred că filmul este important pentru a înţelege câtă suferinţă este în emigrare", spune don Cezare, care a adăugat că şi-ar dori foarte mult ca cei din Republica Moldova să cunoască situaţia cetăţenilor moldoveni care muncesc peste hotare, ceea ce se află dincolo de remitenţe. "E adevărat că multe familii primesc remitenţe din Italia, bani trimişi de rudele lor, dar în spatele acestei munci este sacrificiul, nenumărate umilinţe, multe istorii care nu sunt cunoscute. Aici, în Moldova, ajung doar banii lor. Putem spune că istoria Alinei a avut un sfârşit pozitiv, dar a trecut printr-o mare suferinţă. Este o tânără care a avut foarte multă forţă şi curaj, pentru că nu este deloc uşor", a mai spus don Cezare Lodeserto.

Asociaţia "Arci Moldova" a fost înregistrată în 2007 şi a organizat deja diverse manifestări culturale în Republica Moldova. Prima ediţie a filmului italian a avut loc în octombrie 2008 (următoarea ediţie, cea de-a treia, va avea loc în toamna anului curent). În luna ianuarie, asociaţia a organizat evenimente culturale la liceele "Mihail Berezovschi" şi "Dante Alighieri" din capitală, cu participarea Formaţiei italiene "I Briganti", care a susţinut un concert şi la "Jazz Caffe".

Autor: Ecaterina DELEU
Sursa: www.flux.md
Un inceneritore a ciclo chiuso, che non emette fumi e non inquina, che ripaga interamente l’investimento in pochi anni grazie alla produzione di idrogeno che a sua volta genera energia elettrica, e può alimentare il teleriscaldamento di una città. 

Un libro dei sogni, una frottola per scompaginare il fronte ecologista? No: l’inceneritore senza ciminiere esiste davvero, è stato brevettato, certificato e ha ottenuto la fiducia di fondi d’investimento francesi e tedeschi. Parecchi governi guardano con interesse a questa tecnologia che porta in calce una firma reggiana.
Cristiano Spaggiari, 37 anni, lavora dall’età di 18 anni nell’azienda di famiglia specializzata in impianti meccanici. Dal 2005 ne ha preso le redini insieme al fratello, allargando il fronte della clientela a imprese come Gesta, Coopsette e Unieco.
I fratelli Spaggiari cominciano ad operare in cantieri fuori dall’Emilia Romagna, ed è in uno di questi che nel 2009 entrano in contatto con 4HT, che da circa 10 anni ha brevettato l’inceneritore basato sulla pirolisi e gassificazione ad altissima temperatura, lo stesso processo termochimico dinamico utilizzato per spezzare la catena delle diossine. Cristiano Spaggiari ci mette l’esperienza tecnica e commerciale maturata in azienda, e oggi ha un’esclusiva per tutto il mondo. Ha trattative avanzate in Italia e all’estero, però non a Reggio Emilia perché - dice «qui c’è il monopolio di Iren».
Ora Cristiano è in partenza per il Sudafrica, dove incontrerà un gruppo di investitori. E’ consapevole che il suo progetto è rivoluzionario e può cambiare molte cose, tuttavia Spaggiari mantiene volutamente un basso profilo: anche perché non è semplicissimo far capire in giro che il sistema  4HT  non è un inceneritore qualsiasi. Di questo impianto esiste già un modulo base sperimentale, potenzialmente in grado di eliminare 2,5mila tonnellate di rifiuti l’anno. L’impianto industriale è un modulo con capacità di smaltimento pari a 120mila tonnellate l’anno: un impianto dal costo di 240 milioni di euro chiavi in mano ed è espandibile collegando in parallelo più moduli.
Un comune lombardo ha già espresso il suo interessamento, e Spaggiari ha reperito già 200 milioni da fondi di investimento tedeschi e francesi. Le prospettive di guadagno, infatti, sono allettanti.

Ma come funziona l’impianto a pirolisi e gassificazione ad alta temperatura?


«Un inceneritore tradizionale brucia i rifiuti e scarica i fumi inquinanti all’esterno. La pirolisi gassificazione ad alta temperatura invece spezza le molecole. I materiali sono sottoposti a una temperatura di circa duemila gradi, e ciò che resta sono inerti vetrificati “a norma”, quindi riutilizzabili nell’edilizia, gas idrogeno da utilizzare come vettore energetico e CO2. L’impianto non ha ciminiere né alcuna emissione di fumi e inquinanti di all’esterno. Può trattare non solo i rifiuti urbani, ma anche rifiuti speciali come gli ospedalieri non radioattivi, o le parti in plastica delle auto, i rifiuti industriali a componente organica etc».

Tuttavia il costo è elevato...

«Ma la cosa fantastica è che un ciclo da 120 mila tonnellate si ammortizza in soli quattro anni - spiega Cristiano Spaggiari -. L’impianto produce idrogeno che attraverso una turbina General Electric viene trasformata in elettricità: 60 megawatt/ora di corrente, pari a 504mila megawatt in un anno. Di questi, l’impianto ne consuma circa 200mila, di conseguenza restano 304mila megawatt da rivendere. Inoltre dalla turbina si ricava acqua calda ideale per il teleriscaldamento. E sempre nel corso del processo recuperiamo
circa 107mila Nm di Co2 (anidride carbonica) che viene compressa in bombole e rivenduta. Ma è chiaro - conclude Spaggiari - che il grosso del guadagno arriva dall’energia elettrica. A questo va aggiunta la mancata emissione di circa 163mila tonnellate/anno di Co2 che non inquina l’ambiente».
La redditività da un lato e l’eliminazione dei fumi inquinanti dall’altro, spiegano l’interesse sia degli investitori internazionali sia di grandi centri urbani. E’ il caso di Chisinau: la capitale della Repubblica moldava ha il problema di eliminare i rifiuti che attualmente accumula in una montagna maleodorante, e intanto alimenta il suo teleriscaldamento con una vecchissima centrale a carbone. L’inceneritore a pirolisi risolverebbe di colpo entrambi i problemi, e per questo si è fatto avanti il principale industriale moldavo. «Si tratta di un salto tecnologico - conclude Spaggiari - che fa invecchiare di colpo gli altri sistemi, risolve alla radice i problemi di inquinamento e, grazie al recupero energetico, trasforma il costo dello smaltimento rifiuti in una risorsa per la società».
 di Pierluigi Ghiggini e Alessandro Bettelli
REGGIO EMILIA (31 ottobre 2011)
http://www.ilgiornaledireggio.it/showPage.php?template=newsreggio&id=8134&masterPage=articoloreggio.htm

giovedì 27 ottobre 2011


La Camera di Commercio e Industria della Repubblica Moldova ha incontrato una delegazione italiana

Il 5 ottobre 2011, la Camera di Commercio e Industria della Repubblica Moldova ha avuto un incontro con una delegazione italiana, nell'ambito della quale si è parlato del miglioramento dei rapporti di collaborazione nel campo degli affari dei due paesi.
La delegazione italiana era composta dai seguenti rappresentanti: Marco Clemente, il Ministro Plenipotenziario degli Affari Esteri dell'Italia; S.E. Stefano De Leo, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica Italiana nella Repubblica Moldova; Roberto Pace, il Presidente della Camera di Commercio e Industria Moldo-Italiana.
Il Dott. Marco Clemente ha mostrato un grande interesse per il funzionamento del sistema camerale in Repubblica Moldova e della collaborazione tra la CCI della Moldova e i rappresentanti del mondo d'affari italiano, compreso la Camera di Commercio e Industria Moldo-Italiana. "Lo scopo della nostra visita è quello di monitorizzare le attività delle istituzioni e delle organizzazioni italiane in Repubblica Moldova, ma i rapporti economico-commerciali di collaborazione fra le istituzioni modave e quelle italiane sono assai importanti", ha dichiarato il Dott. Marco Clemente.
Il Presidente della Camera di Commercio e Industria della Repubblica Moldova, il Dott. Gheorghe Cucu ha fatto conoscere agli ospiti il quadro legale, la struttura e le attività del sistema camerale moldava. „La CCI della RM è uno dei fondatori della C.C.I-MD e lo stesso ha firmato degli accordi di collaborazione con più istituzioni camerali regionali dall'Italia, nell'ambito delle quali sono stati organizzati varie attività e interscambi.
Abbiamo sempre cercato di rafforzare la collaborazione con le associazioni degli investitori italiani in Moldova. Anche se ci sono varie modalità per sostenere le imprese, abbiamo deciso di fondare la Camera di Commercio e Industria Moldo-Italiana, che ha dimostrato la sua vitalità", ha dichiarato Dott. Cucu.
Il ministro Clemente ha apprezzato l'interesse per il rafforzamento dei rapporti di collaborazione tra le istituzioni e imprese moldo-italiane, sottolineando che per il Governo Italiano è importante  l'esistenza dei rapporti (partnership) efficaci tra la CCI della Repubblica di Moldova, C.C.I- MD e gli imprenditori italiani.