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mercoledì 22 giugno 2011

Piccoli ma importanti: la Repubblica di Moldavia in bilico tra il futuro ed i fantasmi del passato.

Come ben sappiamo, i Paesi sorti in seguito al crollo dell’Unione Sovietica hanno dovuto affrontare tutta una serie di sfide politiche, economiche e militari al fine di mantenere e/o rafforzare il proprio ruolo geopolitico e garantirsi, di conseguenza, la sopravvivenza nell’arena internazionale.
La Repubblica di Moldova è uno di questi Stati impegnati in una difficile transizione verso un modello politico più stabile ed efficace e un assetto economico più trasparente, efficiente e soprattutto prospero.
Come avremo modo di vedere tra poco, le sfide che attendono la Moldova sono molte e dalla loro risoluzione dipenderà il futuro di questo piccolo ed importante Stato situato nell’Europa sudorientale incastonato tra Romania ed Ucraina e pienamente integrato nelle altamente instabili dinamiche politiche che connotano la regione del Mar Nero.
Se, come cercheremo di mostrare tra breve, la pace e la stabilità dell’Europa dipende anche dalla stabilità interna di questo piccolo Paese, allora è probabile che la risoluzione del conflitto con la secessionista Transnistria sia la sfida più complessa ed importante che attende i policy-maker di Chisinau. Chiaramente la ricomposizione di quel conflitto dipende in larga misura dalla volontà delle Grandi Potenze i cui interessi passano anche per quel territorio. Detto questo è bene precisare che sarebbe sbagliato pensare alla Moldova come una semplice vittima delle volontà altrui. Seppur angusti, i politici moldavi mantengono un certo spazio di manovra sia nella politica interna sia in quella internazionale (teatro regionale) che deve essere sfruttato con intelligenza e lungimiranza, spazio che può essere ampliato se si decidesse di procedere verso riforme volte da un lato a rafforzare il sistema politico e dall’altro a combattere le sacche di corruzione che si annidano nell’economia e nella burocrazia nazionale.
Anche nel caso moldavo politica interna ed internazionale si intrecciano senza soluzione di continuità.
La Moldova oggi: un Paese in bilico tra difficoltà economiche e crisi politica
La Moldova è una Repubblica Parlamentare. E’ uno degli Stati più piccoli d’Europa, sia sotto il profilo territoriale (circa 34000 km²), sia sotto il profilo del numero di abitanti (poco più di 3,5 milioni).
Sebbene durante il periodo sovietico abbia conosciuto una certa prosperità oggi la sua economia si trova a fronteggiare enormi difficoltà. Non è quindi casuale se il Paese viene spesso definito il più povero d’Europa a causa del suo reddito pro-capite ben al di sotto della media europea.
L’attuale crisi economica non ha fatto che rendere più complessa una situazione già abbastanza delicata caratterizzata da un’economia che presentava molti squilibri, primo fra tutti la pesante dipendenza dalle rimesse degli immigrati moldavi. Infatti, dal 2000 al 2008 il Paese ha registrato una buona crescita media del PIL pari al 6%. Tale trend è stato alimentato soprattutto dai consumi sostenuti dalle rimesse dall’estero.
La crisi in Moldova è arrivata più tardi ma ha colpito molto duro: nel 2009 si è assistito ad un crollo delle rimesse dall’estero del 29%, una flessione del PIL pari al 6.5% ed un rallentamento dei consumi del 12%. Si tenga inoltre presente che il debito pubblico moldavo si aggira pericolosamente attorno al 116% del PIL. Queste difficoltà economiche hanno costretto il governo moldavo a prendere seri provvedimenti che nell’ottobre del 2009 si sono concretizzati in un programma di stabilizzazione economica e a rivolgersi al Fondo Monetario Internazionale che nel febbraio 2010 ha deciso di mettere a disposizione di Chisinau 574 milioni di dollari. Oltre a questo, una Conferenza dei donatori (a cui hanno preso parte la Banca Mondiale, il FMI, l’Unione Europea e molti Paesi come USA, Giappone e Cina) tenutasi a Buxelles lo scorso 25 marzo ha promesso di stanziare 2.6 miliardi di dollari a favore della Moldova.
Chiaramente i dati macroeconomici da noi presentati sono sufficienti per capire che il modello economico moldavo ha bisogno di una serie di riforme necessarie a renderlo più forte, trasparente, competitivo ed efficiente sotto il profilo del consumo energetico.
Tuttavia, a destare più preoccupazione in questo momento non è tanto l’economia quanto la difficoltà che il sistema politico stà fronteggiando da poco meno di un anno. Nell’aprile del 2009, a seguito di elezioni parlamentari, vinte dal Partito comunista dell’allora Presidente Voronin, duramente contestate dall’opposizione, si verificarono violenti scontri di piazza (la cosiddettaTwitter revolution) e veri e propri attacchi contro il Parlamento. L’opposizione accusava il governo di aver commesso brogli pesantissimi che rendevano inaccettabili i risultati. In realtà la presidenza dell UE ha definito le elezioni, sulla base del rapporto della International Election Observation Mission inviata in Moldova, libere e pluraliste.
Poichè il Partito comunista ottenne 60 seggi, 1 in meno rispetto a quelli necessari a securizzare l’elezione del Presidente, Voronin fu nominato Presidente della Camera ed assunse la Presidenza della Repubblica ad interim.
Nel giugno dello stesso anno si procedette a nuove elezioni poichè la Costituzione prevede che si ritorni al voto se non si riesce ad eleggere un Presidente entro 30 giorni. I 4 partiti ‘pro-occidentali’ alleati tra loro (sotto il nome di Alleanza per l’Integrazione Europea) raccolsero abbastanza voti (53) per creare un governo (guidato dal liberale Vlad Filat) e cominciarono ad implementare il loro programma di governo enfaticamente chiamato ‘Ripensare la Moldova’ che presenta una linea politica marcatamente pro-occidentale e orientata ad indebolire il potere dei comunisti.
Un evento importante si verifica poi l’11 settembre 2009 quando il Presidente ad interim Voronin decide di rassegnare le dimissioni. Il nuovo governo propone alla carica di Presidente Marian Lupu ma, mancando dei numeri necessari previsti dalla Costituzione (non si dimentichi che serve una maggioranza di 61 parlamentari) e osteggiati dai comunisti che non votano per il candidato proposto dal governo, fallisce ripetutamente obbligando il Paese ad avere un Presidente ad interim (Mihai Ghimpu, Presidente del Parlamento).
In un certo senso a partire dal settembre 2009 Il governo porta avanti una partita, pericolosa per la stabilità del Paese e per la credibilità del governo, che viene giocata su due tavoli: da un lato prova, e fallisce, a far eleggere il proprio candidato entro i termini temporali stabiliti dalla Costituzione per evitare nuove elezioni. La Corte Costituzionale in marzo ha stabilito che bisogna tornare alle urne entro il 16 giugno 2010, cioè entro un anno esatto dalle precedenti elezioni. Dall’altro mette in cantiere l’ipotesi di una profonda modifica della Costituzione, in particolare si propone l’idea di modificare tramite referendum l’articolo 78 al fine di rendere diretta l’elezione del Presidente della Repubblica (non del tutto casualmente tale idea ha preso forza soprattutto quando i sondaggi hanno mostrato che Lupu aveva sorpassato Voronin nell’indice di gradimento).
Ciò che ci preme sottolineare è che questa fase di stallo e tensioni reiterate si verifica nel momento in cui il Paese avrebbe avuto bisogno, a causa della situazione economica di cui abbiamo già parlato, di un largo consenso e non di uno scontro logorante a livello istituzionale. Inoltre non può passare inosservato il fatto che il governo, che ama presentarsi come campione della democrazia liberale, abbia messo mano ad azioni che in realtà contraddicono molto quel modello e che, al contrario, assomigliano più a metodi autoritari. Per capirci vediamo rapidamente qualche esempio significativo: innanzitutto la volontà di cambiare la Costituzione di fronte ad una fase di stallo al fine di favorire l’elezione del proprio candidato senza curarsi troppo degli effetti laceranti che potrebbero avere sulla vita politica sembra un atto poco lungimirante che potrebbe ritorcersi anche contro la stessa coalizione di governo. Inoltre, il governo stà evidentemente forzando il dettato costituzionale con interpretazioni poco ortodosse. Infine, i processi aperti contro il Ministro degli Interni del precedente governo e del Capo della Polizia hanno più il sapore della vendetta che non della volontà di fare chiarezza sui fatti dell’aprile 2009, quando ci furono scontri di piazza guidati dall’opposizione a cui il risultato delle urne non piaceva per niente.
Tornando alla questione della riforma costituzionale i comunisti si sono espressi favorevolmente sull’elezione diretta del Presidente a patto che si torni a votare per un nuovo Parlamento così come ordinato dalla Corte Costituzionale.
Nonostante questa apertura ci sembra che la strada migliore sia quella di lasciar cadere il nome di Lupu e trovare un candidato che sia accettato anche dai comunisti e solo dopo aprire il confronto per apportare le necessarie modifiche alla Costituzione al fine di metterla al passo con il Paese.
Ci sembra evidente che ciò che i cittadini moldavi si aspettano dalla politica in questo momento siano delle risposte serie ai mali che affliggono lo Stato e spingono migliaia di persone ad emigrare in cerca di condizioni di vita più dignitose. Al contrario, un cambiamento della costituzione come quello proposto dal governo non farebbe altro che allontanare ancor di più i cittadini dalla politica e dalle istituzioni.
Come mostreremo nel seguente paragrafo, se esiste qualcosa di cui la Moldova non difetta sono proprio le sfide geopolitiche. Se le elite politiche moldave vogliono essere all’altezza della situazione devono invece recuperare i cittadini alla politica al fine di utilizzare tutte le energie e le capacità racchiuse in quel piccolo Stato. Questo può essere fatto se e solo se le istituzioni vengono rispettate e non piegate alle necessità contingenti di chi governa.
Il nodo geopolitico della Transnistria…
Quello della Transnistria è un vero e proprio nodo geopolitico in grado di destabilizzare l’Europa intera e che merita dunque un’attenzione particolare. Le prime nubi nere che preannunciavano il conflitto tra Repubblica di Moldova ed i separatisti della Transnistria cominciarono ad addensarsi nell’ultima fase della storia sovietica quando grazie alla politica di Gorbaciov fu permessa l’istituzionalizzazione della lingua rumena e dell’alfabeto latino per poterla scrivere. Questo chiaramente spaventò molto la popolazione slava (Ucraini e Russi) che fino a quel momento avevano avuto un ruolo assolutamente preminente. Nella parte orientale del Paese (cioè la Transnistria), in cui gli slavi erano la maggioranza nelle aree urbane, la protesta sfociò nella proclamazione di una Repubblica nel settembre 1990. Un anno dopo, nell’agosto dell’anno successivo, proprio nel momento in cui Gorbaciov era vittima di un fallito golpe, fu dichiarata l’indipendenza. Anche la Moldova compie lo stesso atto dopo qualche giorno e la dichiarazione d’indipendenza riguarda, ovviamente, tutto il territorio della Repubblica socialista di Moldova.
La tensione sale settimana dopo settimana ed esplode quando l’allora Presidente moldavo Mircea Snegur, dopo aver incassato lo status di membro ONU (2 marzo 1992), ordina di sconfiggere le truppe ribelli della Transnistria che avevano da poco attaccato una stazione di polizia fedele a Chisinau.
Questa escalation mette in mostra tutte le contraddizioni del ‘progetto Moldova’ voluta da Stalin che la creò nel 1940 accorpando la Bessarabia, sottratta alla Romania grazie al Patto Molotov-Ribbentropp, con l’industrializzata regione del Dniester che fino ad allora aveva goduto di uno status autonomo all’interno dell’Ucraina.
La guerra dura poco e si conclude con il cessate il fuoco stipulato il 21 luglio 1992, che sancisce il fallimento del tentativo moldavo, la stabilizzazione del frozen conflict in Transnistria (dove si consolidano le strutture statali) ed il dispiegamento di truppe di peacekeeping russe, moldave e della Transnistria.
Quel conflitto ancora oggi non ha trovato una soluzione e continua a rappresentare una minaccia per la sicurezza e la stabilità europea. A causa di visioni geopolitiche differenti e spesso contrastanti sia tra i due diretti contendenti, Chisinau e Tiraspol, sia tra questi e le Potenze esterne coinvolte, ci sembra che una soluzione politica della questione non sia in vista.
…. ed il ruolo delle potenze esterne, grandi e piccole
Fin dal principio le influenze esterne hanno giocato un ruolo decisivo in Moldova ed in Transnistria creando dei pesantissimi condizionamenti ai decisori di Chisinau. Per i motivi che presto vedremo ci sembra di poter affermare che, sebbene non siano gli unici, Russia, Romania ed Unione Europea svolgano il ruolo più importante.
Il ruolo della Russia in Transnistria è difficilmente sottovalutabile. Sebbene molti amino dipingere la presenza russa a Tiraspol (capitale della autoproclamatasi Repubblica di Transnistria, non riconosciuta giuridicamente da nessun Paese al mondo ad eccezion fatta per Abkhazia ed Ossezia del Sud, che hanno anch’esse qualche problema ad essere riconosciute) come l’esempio lampante dell’imperialismo russo e della malafede del Cremlino, la questione è in realtà molto più complessa. La popolazione della Transnistria, soprattutto quella di origine slava, vede la presenza delle truppe russe come una garanzia contro la possibilità di diventare cittadini della Romania. Ancora oggi Bucarest è vista con grande sospetto in questa Repubblica autoproclamatasi.
Le truppe russe hanno avuto un ruolo chiave fin dall’inizio: non si dimentichi infatti che è grazie alla presenza della ex 14° armata sovietica al comando del generale Alexander Lebed che l’offensiva moldava del 1992 è stata respinta con successo. Da quel momento la presenza russa si è consolidata, non solo a livello militare ma anche a livello economico. In un certo senso la Russia potrebbe ritirare le proprie truppe anche domani senza perdere la possibilità di giocare un ruolo preponderante in Transnistria grazie alla sua massiccia presenza nell’economia locale. Chi invece non vuole il ritiro russo sono le elite della Transnistria: il ritiro delle truppe russe cominciò infatti nel 2001 grazie ad un accordo internazionale ma fu ben presto interrotto a causa del rifiuto di Tiraspol a lasciar partire le armi di proprietà dell’esercito russo bloccando quindi il ritiro. E’ chiaro da questo esempio che Tiraspol vede nella massiccia presenza russa sul suo territorio l’unica vera garanzia di soppavvivenza e preme affinchè le proposte di risoluzione del conflitto presentate dal Cremlino tengano conto della volontà di rimanere un’entità politica a se stante. La Transnistria ha mostrato la sua volontà di confluire nella Federazione Russa con un Referendum tenutosi nel settembre 2006 e non riconosciuto nè da Chisinau nè dalla comunità internazionale.
Il rapporto che Mosca ha con la Moldova non è altrettanto idilliaco. Non lo è ora che a Chisinau siede un governo dichiaratamente pro-occidentale che potrebbe mettere in discussione la propria neutralità a favore di un avvicinamento sostanziale alle strutture politiche e militari occidentali (UE e NATO), mentre sappiamo che Mosca vede in tale neutralità una barriera all’espansione dell’Alleanza Atlantica ritenuta pericolosa per la propria sicurezza nazionale. In realtà i rapporti non erano perfetti anche quando c’erano i comunisti di Voronin a governare, i quali avevano certo verso Mosca un occhio di riguardo ma mai al punto da compromettere quelli che erano ritenuti essere gli interessi nazionali: ad esempio, Voronin non ha mai accettato il piano Kozak presentato da Mosca e volto a creare una Federazione tra le due entità.
Detto questo è bene comunque sottolineare che l’asso nella manica di Mosca si chiama gas. La dipendenza della Moldova dal gas russo è pesantissima e sia nel 2006 che nel 2009 si sono verificate interruzioni ai flussi di gas (nel primo caso a causa del rifiuto moldavo a pagare un prezzo più alto, nel secondo a causa del contenzioso russo-ucraino). E’ chiaro che se vogliono godere di una posizione geopolitica più salda i policy-maker moldavi devono diminuire questa dipendenza incrementando l’efficienza dell’economia nazionale. Non partecipare con le proprie truppe alla parata sulla Piazza Rossa per celebrare la vittoria sul nazismo sarà pure un gesto simbolico (anche se sono state addotte ragioni economiche) ma non intacca la debolezza moldava nei confronti di Mosca.
La Romania gioca chiaramente un ruolo importante nelle vicende moldave. Sotto il profilo etnico, culturale e linguistico i due Paesi sono vicinissimi e questo non può non avere delle ripercussioni geopolitiche. Bucarest ha sempre cercato di attrarre a sé Chisinau al fine di intensificare i rapporti e di promuovere i propri interessi in una terra che è vista come appartenente all’universo rumeno.
Fin dall’inizio del conflitto la Romania è stata percepita da Tiraspol come un pericolo al punto che il generale russo Lebed, durante la guerra del 1992, rassicurò i rumeni sul fatto che la sua armata era in grado di raggiungere Bucarest in un paio d’ore!
L’attuale governo moldavo, nel tentativo di avvicinarsi il più possibile all’Unione Europea, ha intrapreso una serie di passi verso la Romania che potrebbero avere conseguenze geopolitiche importanti. Come ben sappiamo, la lingua è un fattore identitario fondamentale che influenza la rappresentazione geopolitica di un Paese. Ora, la Costituzione moldava stabilisce che la lingua ufficiale dello Stato è il moldavo, tuttavia poco tempo fa il Presidente del Parlamento ha pubblicamente dichiarato che Moldavi e Rumeni condividono le stesse origini etniche e parlano la stessa lingua: il rumeno. Si dice inoltre che sempre lo stesso Presidente Ghimpu abbia proposto di cambiare il nome della lingua ufficiale dal moldavo al rumeno e rivedere l’idea di neutralità al fine di avvicinare Chisinau all’Unione Europea.
Se tali proposte fossero implementate si verificherebbe un allineamento moldavo sulle posizione di Bucarest ed un ennesimo allontanamento tra Chisinau e Tiraspol, magari quello definitivo, visto e considerato che come abbiamo detto la popolazione della Transnistria non vuole avvicinarsi a Bucarest. Si avrebbe inoltre una più che comprensibile reazione da parte della Russia spaventata da un così importante mutamento. Ad innalzare il livello d’allerta russo contribuisce anche il fatto che i due Paesi hanno incrementato i loro rapporti militari stipulando da poco un’accordo sulle priorità della cooperazione tra i due eserciti per i prossimi anni ed un Protocollo di collaborazione tra le forze aeree della Romania e le forze aeree militari della Moldova e che la Romania ha deciso di incrementare le spese militari al fine di modernizzare le forze armate.
Infine l’Unione Europea che ha un interesse strategico nel favorire e mantenere la stabilità nel suo confine sudorientale favorendo fin dove è possibile, attraverso certe politiche ad hoc, l’acquisizione del cosidetto aquis communitaire, ritenuto a Bruxelles come la conditio sine qua non verso la realizzazione di una forma di stato democratica secondo i parametri occidentali e l’acquisizione del benessere economico.
Chiaramente nella sua politica verso la Moldova l’Unione Europea è fortemente influenzata da Bucarest.
Gli strumenti politici messi in campo da Bruxelles sono molti. Probabilmente i più importanti, soprattutto per consistenza finanziaria, sono la European Neighborhood Policy e la Eastern Partnership in cui la Moldova è coinvolta attivamente e da cui riceve aiuti consistenti per la realizzazione di una serie di riforme e progetti. Basti dire che per il periodo 2011-2013 la Moldova riceverà 273 milioni di euro, circa il 75% in più di quanto ha ricevuto la volta precedente. Inoltre si discute della possibilità di stipulare un Accordo di Associazione i cui pilastri saranno (o dovrebbero essere) un accordo di libero scambio e l’abolizione del regime dei visti per i cittadini moldavi che vogliono entrare nell’UE.
L’Unione Europea ha definito le elezioni dell’aprile 2009 come libere e pluraliste e ha condannato la violenza: nonostance ciò appare chiaro che Bruxelles sia portata a vedere nel governo di Filat e nella sua retorica ultra-europeista un interlocutore con cui discutere a tutto campo di una collaborazione ampia volta ad un avvicinamento della Moldova all’UE, sebbene nessuno parli dell’ingresso nell’Unione. Allo stesso modo, si tende a chiudere gli occhi sugli aspetti meno piacevoli di quel governo.
Per quanto riguarda la Transnistria, l’UE ha attuato delle misure restrittive imposte contro la dirigenza di Tiraspol a partire dal 2003 e con la Missione EUBAM, creata nel 2005, sostiene gli sforzi ucraini e moldavi volti a migliorare il controllo della frontiera tra le 3 entità politiche e a scoraggiare i traffici illeciti che in quella parte di mondo trovano terreno fertile.
Conclusioni
Come abbiamo visto la Moldova è uno Stato piccolo che presenta tutta una serie di debolezze politiche ed economiche a cui si somma la presenza di un frozen conflict sul proprio territorio (o meglio, su un territorio su cui ambisce ad esercitare la propria sovranità) che non rende certo le cose più facili. Le debolezze e le incongruenze che affliggono le istituzioni politiche ed economiche del Paese sono una sfida che le elite moldave possono e devono assolutamente vincere se vogliono rafforzare la capacità del Paese di promuovere autorevolmente i propri obiettivi geopolitici in un’area alquanto turbolenta, e permettergli di avere un ruolo più attivo nello scacchiere Regionale.
Un rafforzamento del genere si rivelerebbe utile anche a rinvigorire la posizione moldava nella complessa e delicata partita che si sta giocando sulla Transnistria, dove gli interessi di Chisinau devono fare i conti non solo con quelli di Tiraspol ma anche e soprattutto con quelli di Mosca, Bruxelles, Bucarest e Washington.
I policy-maker moldavi dovrebbero capire però che le debolezze e le incongruenze del Paese non dovrebbero essere risolte perseguendo politiche che spaventano le elite della Transnistria e preoccupano Mosca in quanto si rivelerebbero profondamente controproducenti per gli assetti interni e regionali.
* Alessio Bini è dottore in Relazioni internazionali (Università di Bologna)
http://www.eurasia-rivista.org/piccoli-ma-importanti-la-repubblica-di-moldavia-in-bilico-tra-il-futuro-ed-i-fantasmi-del-passato/3950/

lunedì 13 giugno 2011

Registrata una crescita nella produzione industriale da gennaio.

Da gennaio a luglio del 2007, infatti, le industrie del Paese hanno realizzato prodotti per un valore complessivo di 13,9 mld lei a prezzi correnti, una cifra superiore dello 0,5% rispetto a quanto fatto nello stesso periodo dello scorso anno. L’Ufficio statistico nazionale rivela che il volume della produzione industriale nei primi sette mesi dell’anno è cresciuto in una particolare nelle seguenti aree produttive: taglio e lavorazione della pietra (2,2 volte), produzione di strumentazione ed attrezzature ottiche (62,6%), produzione di medicinali (31,7%), produzione di metalli finiti (25,6%), produzione di carta e cartoleria (22,8%), industria estrattiva (12,6%), produzione di mobili (10%), produzione di scarpa (4,3%), produzione di vetro (3,9%). Parallelamente, la produzione di vino è diminuita del 2,2%, quella di bevande alcoliche distillate dell’1,7%, la produzione di vestiti del 5%, la produzione e distribuzione di energia elettrica e termica del 4,6%, la produzione di attrezzature e macchinari del 10,4%, la lavorazione e conservazione di frutta e vegetali del 3,4%. Inoltre, il volume produttivo delle imprese del settore degli alimentari e delle bevande è sceso del 9,2%. Diversamente, un incremento nella produzione è stato registrato per le imprese che operano nelle seguenti aree: acqua minerale e bevande alcoliche (39,4%), grassi ed oli (35,9%), carne e prodotti derivati (25,5%), cacao, cioccolata e dolciumi (18,1%), birra (17,7%), pane fresco e pasta (6,8%), latticini (1,1%).

http://www.venetos.md/news-archive-it/14/

MOLDAVIA CHE PASSIONE!
LAVORO E AMBIENTE ATTIRANO LE IMPRESE.

È in costante crescita l’interesse di cittadini e, soprattutto, di imprenditori italiani e abruzzesi nei confronti della Repubblica Moldova, un Paese piccolo ma molto virtuoso.
Lo Stato dell’ex blocco dell’Est è appetibile per condizioni lavorative e ambientali piuttosto favorevoli, una situazione che si è venuta a creare dopo che la nazione ha imboccato la via europeista.
Oltretutto, dopo l’ingresso della Romania nell’Ue, la Moldavia è diventata la porta dell’Europa a Est.
La Repubblica vuole bruciare le tappe per crescere e guadagnare posizioni utili per salire sul prossimo treno che porta a Bruxelles, per questo nel Paese c’è fervore organizzativo e produttivo.
Cittadini e istituzioni sono convinti che sia il momento giusto per fare il salto di qualità e stanno profondendo uno forzo ancora maggiore impreziosendo ancora di più la laboriosità, la lealtà, il senso di sacrificio, l’umiltà e la professionalità che li ha sempre contraddistinti.
Un elemento che rafforza questo quadro positivo è la folta presenza di giovani con un’alta scolarizzazione e conoscenza.
In questo quadro, acquisisce un valore importante lo sbarco di imprenditori italiani che possono portare esperienze, conoscenze e capitali.
Un ruolo di rilievo lo sta giocando il gruppo Edimo, che si è insediato due anni or sono nella capitale Chisinau aprendo un ufficio per la progettazione e assumendo professionalità locali.
Una scelta “conveniente” sia per la Edimo, che può contare su un’offerta molto valida e giovane, che per il Paese, che non vede emigrare le intelligenze migliori.
La Edimo ha avuto ragione nell’approdare con un programma serio in Moldavia: è stata ripagata della scelta, visto che, anche per merito dei tecnici moldavi, ha acquisito un appalto del valore di 18 milioni di euro per la realizzazione di strade.
Dopo aver ricordato che uno degli elementi vantaggiosi è la fiscalità, non si può non sottolineare il dato, non riscontrabile facilmente in giro per il mondo, di istituzioni moldave che cercano di migliorare costantemente la qualità dell’assistenza alle imprese.
Salta all’occhio l’azione per mettere al riparo dai tanti problemi che  incontrano le imprese che investono all’estero, a partire dalla corruzione, un pericolo costante per imprese di prestigio.
C’è da sottolineare che, nell’assistenza alle imprese, la base più importante è rappresentata dall’azione dell’ambasciata italiana in Moldavia con l’ambasciatore Stefano De Leo, infaticabile nel promuovere la migliore strategia possibile per dare riposte alle imprese italiane.
A tale proposito va sottolineata anche l'azione preziosa della Camera di commercio italo-moldava, riconosciuta ufficialmente dallo Stato italiano, guidata dal presidente Roberto Pace.
Ma non solo cittadini e aziende si stanno interessando sempre più alla Moldavia: anche tra i politici sale la “febbre” per questo virtuoso Paese: la neonata Associazione italo-moldava fondata da senatori italiani si allarga sempre più.
Infine, una curiosità: nel gruppo di “simpatizzanti” di questo piccolo ma virtuoso Stato c’è anche un pezzo significativo dell’Abruzzo.
Non a caso, il già citato Gruppo Edimo ha sede in Abruzzo, mentre il senatore Fabrizio Di Stefano, presidente dell’Associazione italo-moldava dei senatori, è abruzzese.
MOLDOVA, CE PASIUNE!

L'AQUILA - Moldova, ce pasiune! Interesul cetatenilor este intr-o permanenta crestere, dar mai ales interesul oamenilor de afaceri italieni fata de Republica Moldova, o tara mica, dar inzestrata cu multe virtuti.
Tara care a facut parte din ex- Uniunea Sovietica, este foarte atractiva din punct de vedere al conditiilor de lucru, cat si a mediului de dezvoltare, cu atat mai mult cu cit natiunea a pasit pe drumul European.
Mai mult decat atat, dupa integrarea Romaniei in UE, Republica Moldova a devenit poarta de acces din partea de Est spre Uniunea Europeana.
Republica Moldova vrea sa mearga inainte, sa creasca si sa castige pozitii utile pentru a lua “urmatorul tren” catre Bruxelles si din aceasta cauza poate fi observata o crestere a organizarii si productivitatii.
Cetatenii si institutiile sunt ferm convinsi ca este momentul potrivit pentru a face un pas imens in dezvoltare, astfel ei se remarca printr-un efort mai mare pentru a face lucruri mult mai dificile, prin loialitatea lor, sentimentul de sacrificiu, modestie si profesionalism, caracteristici prin care s-au distins mereu.
Un element care consolideaza aceasta imagine pozitiva este numarul mare de tineri cu studii superioare si cunostinte.
In acest context, devine o valoare majora aparitia antreprenorilor italieni pe piata din Republica Moldova, acestea aduc experienta, idei noi si desigur capital.
Un rol important il are Grupul Edimo, care a aparut in capitala tarii acum doi ani, deschizand un birou de proiectare, si angajand specialisti locali. O alegere “convenabila” atat pentru Edimo, ca poate sa selecteze tineri specialisti, cat si pentru tara, care previne emigrarea acestora.
Grupul Edimo a facut o alegere buna intrand in sfera de afaceri din Republica Moldova cu o programa serioasa, fiind recompensat pentru alegerea sa, din moment ce cu ajutorul tehnicienilor moldoveni, i-a fost atribuit un contract in valoare de 18 mln. Euro pentru constructia drumurilor.
Institutiile din Republica Moldova incearca mereu sa imbunatateasca calitatea afacerilor si sunt mereu disponibile pentru incurajarea si sustinerea crearii afecerilor noi.
Este de notat faptul cum acestea depun efort major pentru a proteja companiile ce investesc in strainatate, de la diverse probleme, in deosebi, coruptia, un pericol constant pentru companiile de prestigiu.
Un rol important in sustinerea antreprenoriatului il are Ambasada Italiei in Moldova, cu Ambasadorul Stefano De Leo, care desfasoara o activitate continua in promovarea celor mai bune strategii pentru sustinerea companiilor Italiene.
In acest sens, e de mentionat de asemenea activitatea pretioasa a Camerei de Comert Italo-Moldoveneasca recunoscuta oficial de catre Statul Italian si condusa de catre Presedintele, Roberto Pace.
In ultimul timp, nu doar persoanele fizice si companiile italiene sunt interesate de Republica Moldova, dar si politicienii “s-au molipsit” de curiozitate fata de aceasta tara plina de virtuti: noua Asociatie moldo-italiana, care a fost fondata de senatorii italieni se extinde tot mai mult.
In fine, o curiozitate: in grupul de “sustinatori” ai acestui stat mic dar frumos, sunt o parte importanta din Abruzzo: nu este o coincidenta, dupa cum a fost mentionat mai sus Grupul Edimo isi are sediul central in Abruzzo, in timp ce senatorul Fabrizio Di Stefano, care este si presedintele Asociatiei moldo-italiene a senatorilor, este si el la rindul sau din Abruzzo.
fonte: www.abbruzzo.it

domenica 5 giugno 2011

Moldova-Italia: presto la firma di un accordo di collaborazione inter-parlamentare.
 
I parlamenti di Chisinau e di Roma firmeranno presto un accordo di cooperazione: lo hanno concordato Marian Lupu, presidente del parlamento moldavo e capo dello stato ad interim, ed il presidente della Camera dei deputati italiana, Gianfranco Fini, nel corso dell'incontro avuto ieri a Roma, a margine delle celebrazioni per la festa della Repubblica italiana, secondo quanto riferito in un comunicato diffuso dal parlamento moldavo. “L'Italia è un partner strategico della Moldova nel nostro percorso europeo” ha detto Lupu a Fini, ricordando che Chisinau conta sull'appoggio italiano per la sua integrazione nell'Europa. Lupu ha inoltre apprezzato la presenza di circa 400 imprese italiane sul mercato moldavo, ribadendo la buona collaborazione con la comunità imprenditoriale italiana in Moldova. Al termine del colloquio Lupu ha invitato Fini a visitare la Moldova, invito che il presidente della Camera dei deputati italiana ha accettato. (Moc)

sabato 4 giugno 2011

Ce va aduce reintroducerea impozitului pe venitul persoanelor juridice?

Reintroducerea impozitului pe venitul persoanelor juridice în mărime de 12% din venitul impozabil, introducerea impozitului simplificat unic pe venitul obţinut din activitatea de întreprinzător de către agenţii micului bussines, în mărime de 4% din cifra de afaceri de până la 600 mii lei anual, împreună cu anularea facilităţilor fiscale generale şi individuale, nu pot să nu provoace discuţii şi comentarii aprinse în rândul oamenilor de afaceri.
Stelian Andronachi, Șef Departament Juridic BIS-Group

Acţiunile respective, preconizate a fi implementate începând cu anul 2012, constituie anularea unui proces relativ îndelungat (perioada anilor 2001 - 2011) de acordare graduală a facilităților la plata impozitului pe venit, care a culminat cu introducerea, din anul 2008, a cotei de 0% la profitul reinvestit.

Astfel, începând cu anul 2012, politica fiscală a statului în domeniul impozitului pe venit aplicat persoanelor juridice se va transforma din una indulgentă în alta rigidă.

Agenții economici reacţionează, de regulă destul de bolnăvicios la schimbările radicale de politici fiscale, mai ales în domeniul impozitului pe venit, deoarece consideră că statul nu a făcut destul pentru dezvoltarea mediului de afaceri în aşa fel ca să introducă aceste schimbări ale regulilor de joc în afaceri.
Companiile, mai ales cele mici şi mijlocii, sunt tentate să creadă că prin reintroducerea impozitului pe venit sunt iarăși puse în situația de a finanţa unilateral statul, care, la rândul său, n-a făcut prea multe pentru dezvoltarea afacerilor.
Se consideră că prin introducerea impozitului simplificat unic pe venitul obţinut din activitatea de întreprinzător de către agenţii micului business, în mărime de 4% din cifra de afaceri anuală de până la 600 mii lei, va lovi greu într- o bună parte a întreprinderilor mici şi mijlocii.

Calculele sunt simple, spre exemplu din cifra de afaceri anuală de 500 mii lei, antreprenorul urmează să achite sub formă de impozit pe venit -  4%, adică  20 mii lei. Pe lângă aceasta, antreprenorul  trebuie să achite plățile obligatorii în fondurile de asigurări sociale, de asigurări obligatorii medicale, în dependență de numărul de angajați, precum și alte taxe și impozite obligatorii. La acestea, în majoritatea cazurilor,  se mai adaugă și rambursarea lunară a creditelor contractate la instituțiile de creditare.

Întrebarea care reiese ar fi următoarea: Ce trebuie să facă  antreprenorii pentru ca să nu falimenteze?

Răspunsul poate fi lesne de presupus – ei vor recurge la plăți neoficiale ”in cash” și ”optimizări fiscale”.
Iar optimizările pot fi făcute simplu: antreprenorii ce au afaceri cu întreprinderi ce dispun de capital circulant suficient, vor crea artificial o cifră anuală de afaceri a întreprinderilor mai mare de 600 mii lei și vor plăti impozitul doar din venitul declarat.
Menționăm cu toate acestea că, prin reintroducerea impozitului pe venitul persoanelor juridice statul nu comite vre-o infracţiune împotriva mediului de afaceri, impozitul pe venitul fiind un instrument eficient de acumulare a surselor la bugetul de stat, utilizat pe larg în majoritatea statelor lumii.

Însă, după o perioadă de 10 ani de acordare a facilităților substanțiale la plata impozitului pe venit corporativ, statul urmează să analizeze detaliat toate aspectele  legate de reintroducerea acestui tip impozit pentru a evita politicile fiscale cu efect destructiv asupra mediului de faceri. În special aceste politici vor lovi în sectorul IMM, care abia îşi revine după criză.
http://www.infoportal.md/presa/215072

sabato 21 maggio 2011

La Moldavia tra le potenze vitivinicole mondiali

Le cantine con licenza di produzione sono 191. La Moldavia produce tra i 2 e i 2,5 milioni di ettolitri di vino sfuso


In Moldavia si coltivano uve da vino da almeno 5000 anni. Le principali aree di produzione del vino si trovano tra i 46° e i 48° di latitudine. L’area totale occupata dalle vigne è di 148.5 migliaia di ettari, dei quali 135,5 migliaia di ettari sono destinate a vini da tavola. Oltre il 95% delle vigne è di proprietà privata. Circa 29.000 ettari sono stati piantati tra il 2002 e il 2010, quindi ci si aspetta che la produzione totale di vino della Moldavia aumenti negli anni a venire.
Attualmente ogni anno la vendemmia produce 300-400 mila tonnellate di uve. Il 90% di esse sono europee, ma la Moldavia è anche ben nota per le varietà di uve locali, che includono Rara Neagrà, Plavai, Galbenà, Zghiharda, Batuta Neagrà, Tamaioas, Cabasia, Leanca, Feteasca Albà, Neagrà e Regalà.
La Repubblica di Moldavia ha quattro regioni vinicole: meridionale, sudorientale, centrale e settentrionale. La regione meridionale è la più importante, con condizioni favorevoli per i vini rossi. I vini bianchi moldavi hanno in genere un’elevata concentrazione alcolica. Nel sud sono situate le micro regioni di Taraclia, Ciumai, Comrat, Ciadîr Lunga, Baurci, Cazaiac, Tomai e Cimilia.
La Moldavia è tra 10 principali Paesi produttori ed esportatori di vino del mondo. Attualmente, le cantine con licenza di produzione sono 191. La Moldavia produce tra i 2 e i 2,5 milioni di ettolitri di vino sfuso.
“La Moldavia è l’unico Paese del mondo ad avere una strada dedicata all’OIV” ha ricordato Federico Castellucci, Direttore Generale dell’OIV, nel dare il benvenuto a Vasile Bumacov, Ministro dell’Agricoltura e dell’Industria Alimentare della Moldavia. Questo incontro ha avuto lo scopo di preparare una giornata di presentazione dell’industria vinicola moldava alla stampa e ai professionisti; la giornata è stata organizzata dall’Ambasciata Moldava presso la sede dell’OIV.
“L’industria vinicola è un elemento essenziale dell’economia moldava” ha affermato il Sig. Bumacov, precisando che “Il 10-12% circa del bilancio nazionale annuale del governo è costituito da introiti generati dalla viticoltura.”
La presentazione dei vini è stata anche supportata dalla Moldova Wine Guild (Associazione Moldava del Vino), un’organizzazione non profit istituita nel 2007 da alcune delle principali aziende vinicole private della Moldavia allo scopo di dare al vino moldavo un alto profilo sul mercato internazionale.
Il Sig. Castellucci ha anche sottolineato, a mo’ di esempio, il forte impegno nei confronti dell’industria moldava del Ministro Bumacov, che ha presentato personalmente la degustazione del vino, commentando i diversi tipi di vino offerti.
di C. S.

venerdì 6 maggio 2011

300 EURO DEVONO AVERE IN TASCA GLI STRANIERI CHE ENTRANO IN MOLDOVA.
Il Governoha diffuso un decreto per cui icittadini stranieri, unitamente al vistonecessario per entrare in Moldova,sono obbligati a dimostrare ilpossesso di una somma di 300 euro
per unsoggiorno non inferiore ai 10 giorni.
Tale sommala si e' stabilita in base al prezzomedio dei costi per l'alloggio giornalieroin Moldova. Lo straniero deve darprova di possedere tale somma, sia al momento in cui chiede allamissione diplomatica il visto di entrata, sia quando entra in Moldova.
Ma lastessa somma deve essere documentata anche da parte di
stranieriche richiedono il prolungamento di un soggiorno provvisorio per lavoro,studi, ricongiugimento familiare; o per attivita' umanitarie e religioseo per un trattamento medico di lunga durata o quando richiede il diritto disoggiorno permanente in Moldova.
Atutt'oggi non era previsto tale obbligo. Presumiamo che tale decisione  intendaprevenire illegalita' e percio' garantire la legittimita' del  soggiornorichiesto dal cittadino straniero.
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COMUNICATO

Sabato, 7 Maggio,
in occasione della FESTA DELL’EUROPA,
dalle ore 12.00 alle ore 17.00
tortellini italiani per tutti in piazza a Chisinau.
La sera, alle ore 20.30, sempre in piazza,
il concerto del cantante italiano
Stefano Nutti.

giovedì 5 maggio 2011

Republica Moldova – de la excluziune socială la o dezvoltare umană incluzivă.

Chişinău, 28 aprilie 2011 — Procesul de tranziţie cu care s-a confruntat Republica Moldova, în ultimii 20 de ani, a creat atât oportunităţi, cât şi provocări pentru populaţia ţării. Dar aceste oportunităţi adesea au implicat şi costuri sociale enorme, ale căror efecte pot fi resimţite şi astăzi, cum ar fi reducerea veniturilor reale ale populaţiei şi explozia sărăciei în zonele rurale, creşterea şomajului, intensificarea proceselor de migraţie, precum şi capacitatea redusă a sistemului de protecţie socială de a răspunde provocărilor sociale. Aceasta este una dintre principalele constatări ale Raportului Naţional de Dezvoltare Umană 2010/2011 „Republica Moldova – de la excluziune socială la o dezvoltare umană incluzivă”, lansat astăzi de către Programul Naţiunilor Unite pentru Dezvoltare, în parteneriat cu Ministerul Muncii, Protecţiei Sociale şi Familiei al Republicii Moldova.
Raportul Naţional de Dezvoltare Umană 2010/2011 „Republica Moldova – de la excluziune socială la o dezvoltare umană incluzivă” abordează rădăcinile excluziunii sociale, identifică grupurile vulnerabile şi excluse social şi oferă recomandări necesare pentru eliminarea obstacolelor în incluziunea socială pentru toţi.
„Atunci când oamenii sunt excluşi de la participarea deplină în cadrul societăţii, apar consecinţe directe asupra dezvoltării umane. Aştept cu nerăbdare ca acest Raport să genereze polemice pe marginea subiectului excluziunii sociale şi dezvoltării umane, rolului autorităţilor şi populaţiei în abordarea acestor probleme şi recomandările de politici propuse”, declară Kaarina Immonen, Reprezentant Permanent al PNUD şi Coordonator Rezident al ONU, în Prefaţa la acest Raport Naţional.
Raportul abordează problema excluziunii sociale din perspectiva dezvoltării umane şi identifică factorii determinanţi ai acesteia:
Mecanisme slabe de susţinere instituţională. Instituţiile ar putea fi inadecvate sau de calitate joasă, fiind astfel incapabile să creeze oportunităţi pentru cei vulnerabili la excluziune socială.
  • Cadrul  legal discriminatoriu sau inadecvat în implementare. Legislaţia imperfectă poate agrava excluziunea unor grupuri sociale. Deseori, la baza excluziunii sociale stau reguli şi comportamente care discriminează, direct sau indirect, unele grupuri faţă de altele.
  • Obstacolele politice şi instituţionale. Instituţiile sau organizaţiile publice pot contribui la excluziunea socială prin lipsa înţelegerii dinamicii vulnerabilităţii şi printr-o reflectare necorespunzătoare a necesităţilor grupurilor excluse social în procesele politice.
  • Valori sociale şi practici culturale discriminatorii. Există mai multe mecanisme ale excluziunii: comunităţile etnice minoritare deseori nu au acces la oportunităţile de educaţie disponibile altor grupuri şi nu au posibilitate de a excela în mediul academic sau în lumea profesională, unele grupuri pot fi supuse discriminării pe piaţa forţei de muncă sau în alte sectoare, din cauza limbii vorbite sau a culorii pielii.
  • Excluziunea cauzată de factori de ordin geografic – unele zone îndepărtate sau mai puţin populate, de exemplu, pot avea o infrastructură socială subdezvoltată, compromiţând sistemul public de livrare de servicii, care nu satisface necesităţile sociale care, în mod normal, sunt satisfăcute în alte comunităţi.
Acest raport are un caracter unic prin faptul că abordează excluziunea socială dintr-o perspectivă multidisciplinară şi multidimensională, vizând asemenea domenii ale excluziunii precum cel economic, social, politic şi cultural. Raportul susţine ideea că incluziunea socială necesită abordări integrate, care vizează, simultan, toate dimensiunile excluziunii. Pentru a obţine o societate incluzivă, raportul înaintează un set de recomandări care ar putea spori oportunităţile de incluziune socială: un angajament politic sporit, o capacitate instituţională consolidată, o capacitate de angajare a forţei de muncă îmbunătăţită şi oportunităţi lărgite de angajare, o atenţie concentrată asupra zonelor rurale, un sistem de învăţământ orientat spre viitor, servicii de sănătate accesibile, un sistem de asistenţă  şi protecţie socială îmbunătăţit şi un sistem politic mai incluziv.
 „În pofida creşterii economice înregistrate în Republica Moldova, în ultimii ani, nivelul de sărăcie rămâne la fel de  înalt, iar realizările economice obţinute nu aduc, neapărat, beneficii tuturor cetăţenilor”, declară Vice-Ministrul Muncii, Protecţiei Sociale si Familiei, Sergiu Sainciuc, în cadrul prezentării Raportului, care a reunit reprezentanţi ai guvernului, societăţii civile, organizaţiilor internaţionale şi ai comisiei de experţi. „Cercetarea fenomenului excluziunii sociale oferită în Raport, va contribui la formarea politicilor orientate spre realizarea incluziunii sociale în ţara noastră”,  a declarat Vice Ministrul Sergiu Sainciuc.
Raportul a fost elaborat de către o echipă de consultanţi naţionali şi internaţionali cu experienţă vastă în diferite domenii legate de dezvoltarea umană şi excluziunea socială şi a beneficiat de know-how internaţional şi consultări intense cu părţile interesate. Grupul de audienţă, pentru care a fost elaborat acest raport, include factorii de decizie politică la nivel naţional, regional şi local, societatea civilă şi mediul academic, finanţatorii şi furnizorii de asistenţă tehnică, precum şi publicul larg.
* * *
DESPRE RAPORTUL NAŢIONAL DE DEZVOLTARE UMANĂ: Raportul Naţional de Dezvoltare Umană 2010/2011 „Republica Moldova – de la excluziune socială la o dezvoltare umană incluzivă”, inaugurat de către PNUD, este destinat decidenţilor politici la nivel naţional, regional şi local, societăţii civile şi mediului academic, finanţatorilor şi furnizorilor de asistenţă tehnică şi publicului larg. Raportul evidenţiază şi abordează provocările fenomenului de excluziune în Moldova şi încearcă să formuleze nişte abordări practice, destinate ameliorării incluziunii sociale şi, în cele din urmă –  îmbunătăţirii nivelurilor de dezvoltarea umană în Moldova.
DESPRE INDICATORUL DEZVOLTĂRII UMANE: Raportul Naţional de Dezvoltare Umană 2010/2011 din Moldova include, de asemenea, Indicatorul Dezvoltării Umane (IDU). IDU este un indicator sumar al bunăstării oamenilor, combinând câteva măsuri de dezvoltare umană:  o viaţă lungă şi sănătoasă (măsurată după speranţa de viaţă la naştere);  un nivel înalt de educație (măsurat după rata de alfabetizare în rândul  adulţilor, în asociere cu rata totală de înrolare în sistemul de învăţământ primar, secundar şi terţiar) şi condiţii decente de trai (măsurate după PIB pe cap de locuitor).
Indicatorul Dezvoltării Umane (IDU) pentru Moldova este de 0.727 (pentru 2009), conform calculelor Biroului Naţional de Statistică al Republicii Moldova.
DESPRE PNUD: PNUD este reţeaua globală de dezvoltare a Naţiunilor Unite, care pledează pentru schimbare şi conectează ţări la cunoştinţe, experienţă şi resurse care să ajute oamenii să-şi construiască o viaţă mai bună. PNUD este prezent în 166 de ţări, lucrând împreună cu acestea la identificarea propriilor soluţii legate de provocările dezvoltării naţionale şi globale. În timp ce ţările îşi dezvoltă capacităţile locale, ele beneficiază de experienţa experţilor PNUD şi partenerilor săi. Pentru mai multe informaţii, Vă rugăm să vizitaţi: www.undp.md şi www.undp.org.
Contact mass media: 
Dumitru Vasilescu
Manager de proiect, Analiza Politicilor
Tel: (+373 22) 269 123
E-mail: dumitru.vasilescu@undp.org
Raportului Naţional de Dezvoltare Umană 2010/2011 „Republica Moldova – de la excluziune socială la o dezvoltare umană incluzivă” (Rom), (Eng)

mercoledì 4 maggio 2011

4.500.000 euro per la collaborazione in rete e la formazione di giornalisti.


Lo Strumento europeo di vicinato e partenariato (ENPI) si rivolge ai giornalisti dei paesi che fanno parte di questo programma (Algeria, Armenia, Azerbaigian, Bielorussia, Egitto, Georgia, Giordania, Israele, Libano, Marocco, Repubblica moldova, Territori palestinesi occupati, Federazione russa, Repubblica araba siriana, Tunisia, Ucraina. ) e mette a disposizione 4.500.000 euro per attività di collaborazione in rete e formazione sulla conoscenza dell'Unione europea.
L'obiettivo dell''iniziativa è rafforzare le capacità dei giornalisti di comprendere l'attuazione delle politiche dell'UE a livello locale e regionale e di conseguenza capire come sono proposti i programmi e i progetti . Ma anche rafforzare il ruolo dei giornalisti quali attori importanti e responsabili della società civile specialmente quando si occupano di processi elettorali o forniscono informazioni in situazioni post-belliche.
Grazie a ENPI verranno quindi finanziati – mediante un bando di gara d'appalto- una serie di seminari nel settore della conoscenza della cooperazione e della politica dell'UE, l'organizzazione di una visita sul campo di un progetto finanziato, attività di collaborazione in rete dei giornalisti attraverso un portale web e incontri/conferenze a livello regionale sugli argomenti selezionati. E ancora: una serie di seminari approfonditi nel settore dei media online, delle competenze del giornalismo e dell'indipendenza finanziaria dei media; la collaborazione in rete dei tirocinanti per migliorare gli scambi delle migliori pratiche nel settore del giornalismo nei media online e dell'indipendenza finanziaria dei media.
Possono candidarsi tutte le persone fisiche e giuridiche ammissibili o raggruppamenti di tali persone (consorzi). Il termine per la presentazione delle domande di partecipazione è il 10 giugno 2011 . Le candidature devono essere presentate compilando l'atto di candidatura standard, le cui istruzioni ed il cui formato vanno rigorosamente rispettati. L'atto di candidatura è disponibile al seguente indirizzo Internet:
http://ec.europa.eu/europeaid/work/procedures/implementation/services/index_en.htm

lunedì 2 maggio 2011

Teleskill Videoconference Live lancia l’E-Learning e la Web Conference in Romania: avviata la partnership commerciale con Go Business Solution .

Pubblicato il 02/05/2011 | da Antonella Acciarino


Teleskill Italia annuncia l’accordo di partnership commerciale con Go Business Solutions, società rumena con sede a Bucarest, leader nel mercato dell’ICT e specializzata nella progettazione e realizzazione di software e nella consulenza aziendale informatica


 
Roma, 7 aprile 2011 - Teleskill Italia ha scelto Go Business Solutions come partner ufficiale per la commercializzazione della piattaforma Teleskill Videoconference Live nei mercati dell’Est, dove l’azienda rumena vanta un’ampia esperienza e numerosi partner a cui offre diverse soluzioni di ottimizzazione dei processi aziendali.
Sarà proprio in Romania, Moldavia e Paesi balcanici, dove i parametri educativi vanno di pari passo ormai con quelli dell’Europa Occidentale e la voglia di rinnovarsi è sempre più viva, che Teleskill Videoconference Live si porrà come soluzione al bisogno sempre crescente di strumenti per la comunicazione e la formazione a distanza.
In un momento storico attraversato da una crisi finanziaria senza precedenti, la soluzione di Teleskill consente far circolare idee e accelerare i momenti di confronto, riducendo i costi legati allo spostamento grazie all’uso efficace di piattaforme e videoconferenze. Teleskill offre la sua piattaforma Conference Live per far fronte al bisogno delle piccole e medie imprese di una soluzione flessibile e personalizzata per la formazione e comunicazione a distanza volta a platee sempre più ampie e in contesti sempre più globalizzati.
La Videoconferenza Live di Teleskill diventerà l’indispensabile strumento per lo sviluppo di progetti didattici, nonché di comunicazione interna aziendale, per i settori della petrolchimica, telecomunicazioni, farmaceutico, editoriale, universitario e della pubblica amministrazione dell’area geografica in questione (Romania, Moldavia, Bulgaria, Serbia, Macedonia, Grecia, Croazia, Albania).
Teleskill Italia
Teleskill Italia è un’azienda italiana con sede a Roma che dal 1999 opera nello sviluppo di tecnologie rivolte all’aggiornamento professionale, alla didattica e alla comunicazione a distanza con l’obiettivo di rendere accessibili ai propri clienti le più avanzate strumentazioni, metodologie e tecniche per l’e-learning e del webconferencing, occupandosi interamente della tecnologia sottostante.
Ha acquisito nel tempo qualifiche, accordi e partnership tecnologiche di elevato valore strategico con alcuni importanti operatori nel settore delle telecomunicazioni, reti telematiche, sicurezza e certificazione digitale. Negli ultimi anni, infatti, la società romana ha potenziato la propria struttura commerciale favorendo nuove opportunità grazie anche alle alleanze con partner presenti nel territorio italiano ed estero come ad esempio Spagna e Svizzera, ai quali si aggiunge un’ulteriore obiettivo di internazionalizzazione centrato: la Romania.
Il mercato di riferimento è costituito da aziende private, scuole, università, enti e centri di eccellenza formativa che necessitano di uno strumento flessibile per l'educazione continua, la specializzazione (master) e l'aggiornamento professionale dotato delle garanzie innovative ed esclusive di certificazione legale della didattica remota.
Teleskill si avvale anche del contributo formativo e del supporto metodologico di importanti centri scientifici e di ricerca operanti nei diversi campi dell'educazione universitaria e professionale.
Teleskill dal 1999 ha supportato i propri clienti erogando, attraverso le proprie soluzioni, oltre 30.000 ore di formazione a distanza ad oltre 5.000 utenti.

Go Business Solutions
Go Business Solutions è una società rumena specializzata in soluzioni IT con ampia esperienza nei mercati dell’Est, come Romania, Moldavia e Paesi Balcanici. Offre alle aziende servizi di consulenza per la progettazione e la realizzazione di infrastrutture tecnologiche e prodotti software per soddisfare l’esigenza di ottimizzazione delle loro attività manageriali. L’accordo con Teleskill prevede la distribuzione dell’intera gamma dei servizi di Videoconferenza Live ai partner di Go Business Solutions che si rivolgono ad essa in cerca di soluzioni per la formazione a distanza e di servizi per la comunicazione.



Per maggiori informazioni:
Teleskill Italia www.teleskill.net
Teleskill Live Conference www.tvclive.com
Go Business Solutions www.gobs.ro
Responsabilità sociale: le aziende italiane sono tra le più etiche al mondo.


Le aziende italiane sono le più etiche del mondo. Merito della certificazione SA 8000 che vede l'Italia primeggiare con 799 imprese (il 34,29% del totale mondiale) con bollino socialmente responsabile. Seguita solo, a distanza, da India (539 siti per il 33,13%) e Cina (339 siti per il 14,55%). Un primato che dimostra l'attenzione degli imprenditori italiani verso le tematiche della tutela dei diritti dei lavoratori, della responsabilità verso la comunità e l'ambiente. Un' identità etica e una reputazione sociale che non coinvolge solo le politiche interne all'azienda ma si estende anche ai fornitori. Insomma, massima attenzione all'intera filiera produttiva. Un processo non facile ma necessario per gli esperti e le imprese che aderiscono al Csr Manager Network (associazione nazionale che raggruppa i principali attori del sistema di certificazione SA8000) oggi a Bologna per discutere di "Etica e sostenibilità della Supply Chain: una sfida per le imprese, una richiesta dei consumatori, un'opportunità per il made in Italy".

Questo il tema dell'incontro, introdotto da Caterina Torcia (Public e Social Affairs manager di Vodafone Italia) presidente di Csr Manager Network, con il contributo di Valeria Fedeli, Vice segretario di Filctem-Cgil e Presidente del sindacato europeo del Tessile, e Rossella Ravagli, Csr Manager di Gucci, per illustrare l'approccio Csr pioneristico dell'azienda nel settore del lusso e della moda. Due le tavole rotonde nella giornata di studio dedicata alle strategie innovative della Csr. La prima sul ruolo delle ONG e delle associazioni per una supply chain responsabile con interventi di: Chiara Campione (Greenpeace); Mariarosa Cutillo (Valore Sociale); Deborah Lucchetti (Clean Clothes Campaign); Elisa Rotta (Fondazione Sodalitas). Al centyro del secondo incontro, le best practice di impresa con le testimonianze di Anna Adriani (Illycaffè); Franco Cappelli (Responsabile SA8000) per Coop; Pasquale di Rubbo (Csr Manager per Techinip).

Uno degli obiettivi del confronto tra i maggiori esperti nazionali di Csr è l' individuazione delle metodologie che rendono trasparente il processo produttivo e commerciale dell'impresa: il dove e come si arriva al prodotto finale, garantendo standard socio-ambientali rigorosi da parte dei propri fornitori, lungo tutta la filiera. Un risultato di trasparenza richiesto sempre di più dai consumatori, come testimonia una recente indagine di Gfk Eurisko per la Fondazione Sodalitas, con il 76% degli italiani che ritiene molto importante che l'impresa garantisca la sostenibilità della propria filiera. Senza dimenticare che un quarto dei consumatori sceglie quali prodotti acquistare, anche in base all'eticità della filiera. La certificazione produce valore aggiunto per i prodotti aziendali visto che oltre un terzo delle imprese considera molto importante la sostenibilità di filiera, in particolare le PMI e le aziende che operano sui mercati esteri, con il 60% di queste che valuta i fornitori anche in base a criteri di sostenibilità, spesso riconoscendo un premium price ai partner con maggiori garanzie.

Insomma, non manca l'attenzione degli imprenditori ai valori etici anche se la crisi economica sta frenando il processo di certificazione. Se nel 2006 l'aumento dei siti certificati valeva un + 36%, nel 2009 è calato al + 12% mentre nel terzo trimestre del 2010 la crescita si è fermata ad un + 11%. <>. Un rafforzamento della propria reputazione e quindi del marchio.
(Imagoeconomica)

giovedì 28 aprile 2011

SITUAZIONE POLITICA

La Moldavia, in precedenza appartenente all’URSS, dal 1991 è una Repubblica indipendente e aderisce al CIS. Il Presidente della Repubblica è eletto dal parlamento (101 membri) e resta in carica quattro anni. Dalle dimissioni di Voronin (del partito comunista, in carica dal 2001), lo scorso settembre 2009, il ruolo di Presidente è affidato ad interim a Mihai Ghimpu, lo speaker del parlamento, data l’incapacità del Parlamento di trovare un accordo per l’elezione di un nuovo presidente riconosciuto da governo e opposizione.
La crisi politica in Moldova si protrae dallo scorso aprile e non si vede alcuna via di uscita in tempi brevi. Il Partito Comunista Moldavo (PCM) nel 2005, infatti, era riuscito a riassicurarsi la maggioranza dei seggi in Parlamento grazie all’opposizione costruttiva, in nome di un National Consensus sugli obiettivi principali (in primo luogo una maggior integrazione con l’Unione Europea) offerta dai partiti dell’opposizione, in particolare dal Partito Popolare Cristiano Democratico (CDPP), ma l’intesa trasversale è andata rapidamente deteriorandosi. La relativa stabilità della scena politica si è poi definitivamente compromessa lo scorso aprile 2009 alle elezioni per il rinnovo del Parlamento, quando migliaia di manifestanti anticomunisti hanno preso d'assalto e dato fuoco al Parlamento e al palazzo presidenziale per protestare contro l'esito delle elezioni, teoricamente, vinte con il 50 per cento dei voti dal partito comunista al potere.
Nelle elezioni di fine luglio il partito comunista si è confermato il primo partito in Moldavia, con il 45.1% dei voti ma nell'insieme, i partiti di opposizione (partito Liberal-democratico, il partito Liberale, il partito Democratico e la coalizione Nostra Moldavia) hanno ottenuto una maggior percentuale di voti, e riunitisi in un’unica coalizione hanno di fatto determinato una sconfitta dei comunisti.
L'alleanza quadripartita di centrodestra e filo-occidentale Alliance for European Integration, peraltro può contare soltanto su 53 voti, mentre ne occorrono 61 per l'elezione alla presidenza di Marian Lupu, il leader del partito democratico e unico candidato alla successione di Vladimir Voronin, boicottatto dai comunisti , nella prima votazione dello scorso 10 novembre.
A dicembre poi, per la seconda volta l'elezione del Presidente della Moldova è fallita in Parlamento, con i deputati comunisti all'opposizione che hanno abbandonato l'aula prima dell'inizio delle votazioni. Ora al Paese non resta che tornare alle urne per la terza volta in meno di un anno. Obiettivo dichiarato, prima delle nuove elezioni: una modifica alla costituzione in modo da evitare, in futuro, una situazione di stallo come quella attuale, peggiorata, naturalmente, dalla profonda recessione economica cui si associa sempre il rischio di una protesta sociale.
Per quanto riguarda invece le rivendicazioni territoriali, una speciale autonomia è stata concessa alla regione della Gagauzia, turcofona, mentre rimane aperto e senza prospettive di soluzione a breve, il problema della Transdnestria al confine con l’Ucraina e a maggioranza russa, la cui capitale, Tiraspol, di fatto, è un centro della malavita organizzata dell’est e crocevia di traffici illeciti di armi. La regione, dove divisioni russe sono stanziate sul territorio e comanda un governo indipendentista filorusso che promuove il rifiuto della lingua e delle tradizioni rumene (reintrodotte, invece, in Moldavia con il raggiungimento dell’indipendenza dall’ex Unione Sovietica), dopo una cruenta guerra civile, si è di fatto resa indipendente.

SITUAZIONE ECONOMICA

L’economia della Moldavia (il più povero dei paesi europei) rimane estremamente fragile, soffrendo per la carenza di investimenti esteri e per l’eccessiva dipendenza dal settore agricolo e agro-alimentare (retaggio del suo passato come fornitore regionale di frutta e verdura durante l’era sovietica), che può essere soggetto a fluttuazioni determinate da fattori climatici. Il settore agricolo, infatti, resta ancora dominante nel Paese: nel 2010 è stimato ancora oltre il 22% del PIL, ma senza un incremento consistente degli investimenti e una maggiore liberalizzazione dell’economia difficilmente potrà diversificarsi in produzioni a più alto valore aggiunto o cercare nuovi mercati più convenienti e sicuri fuori dalla CSI.
Il settore industriale, dominato dalla trasformazione alimentare, invece, ha visto il proprio contributo alla formazione del PIL calare dal quasi 40% del 1993 a meno del 20% nelle stime per il 2010, duramente colpito dalla secessione della Transdniestra, dove risiedono le industrie pesanti della regione.
Il settore dei servizi, infine, (che comprende l’impiego pubblico in aree come l’istruzione e la sanità) ha acquisito progressivamente importanza nel corso degli anni e per il 2010 si stima incida quasi per il 60% sulla formazione del PIL. Secondo uno studio della Banca Mondiale, il settore privato copre ormai oltre l’80% del PIL.

La crisi economica internazionale ha avuto un pesante effetto anche sulla Moldavia, anche se ritardato per il fatto che l’impatto sul Paese si è avvertito solo quando gli effetti della crisi sui mercati finanziari si sono riflessi sull’economia reale. Nel complesso, dunque, si è avuto un peggioramento nella seconda parte del 2009, con una contrazione oltre l’8% per cui per il 2009 si è registrata in media una recessione del 7.3% (da una crescita del 7.2% del 2008) dato il crollo delle esportazioni (-12%), dei consumi privati (-12%) che hanno sofferto della caduta nelle rimesse dei lavoratori moldavi all’estero (solitamente pari a quasi il 20% del PIL) per il peggioramento delle economie nelle principali destinazioni degli emigrati moldavi (principalmente Russia ed Europa del Mediterraneo), ma soprattutto degli investimenti (investimenti fissi -27%), nonostante il tentativo di miglioramento del contesto operativo per il business (politiche per la concorrenza e riforma giuridica). Per il 2010 si stima, tuttavia, una ripresa della crescita, intorno all’1/1,5%.

SITUAZIONE FINANZIARIA

Nel complesso, l’opinione, comunque, è che il Paese, grazie anche all’accordo raggiunto con il FMI (che garantisce che non venga meno il tradizionale flusso di aiuti), sia in grado di limitare il proprio rischio sovrano nel prossimo futuro (non sempre invece in passato il Paese è stato in grado di far fronte alle proprie obbligazioni, andando in default sull’emissione di eurobond nel 2002).
La vulnerabilità della Moldavia agli shock esterni, data la debolezza dei suoi conti con l’estero, e l’eccessivo affidamento sulle rimesse degli emigranti, rappresenta in ogni caso un notevole rischio nell’attuale contesto internazionale, rischio peraltro difficilmente valutabile, dato che a causa dell’insufficiente volume di informazioni affidabili per supportare adeguatamente l’assegnazione di un giudizio, dallo scorso dicembre l’agenzia di rating Fitch, dopo aver confermato lo short-term foreign currency IDR a 'B' e il country ceiling a 'B-' ha deciso di ritirare il rating del paese, come del resto aveva già fatto Moody’s in novembre.

L’assicurabilità del Paese Moldavia è valutato con un rischio 7 su 7 da SACE.

I principali punti di debolezza del Paese sono: l’economia non diversificata, le arretratezze strutturali dell’economia, la troppa dipendenza dalle rimesse e dagli aiuti esteri, l’elevato deficit pubblico e delle partite correnti e l’incertezza prolungata della situazione politica.

RELAZIONI E COMMERCIO INTERNAZIONALE

Relativamente alle relazioni internazionali, ci si aspetta che la Moldavia continui la sua politica di avvicinamento all’UE. L’Action Plan, il piano finalizzato tra la Moldavia e l’UE che costituisce la base per la futura partecipazione del Paese nell’European Neighbourhood Policy dell’UE, è giunto a scadenza nel febbraio 2008 ed è stato rinnovato, ma il Paese aspira alla negoziazione (come l’Ucraina) di un’association agreement, più stringente. Sicuramente l’UE si augura di coinvolgere il Paese in Europa, anche per sottrarlo alla pesante orbita sovietica, ma l’effettiva implementazione del piano, risente delle limitate capacità amministrative del Paese e della difficoltà del Governo nell’introdurre le riforme richieste (soprattutto relative alla lotta alla corruzione, all’ammodernamento del sistema giudiziario e all’apertura dei media), ma soprattutto il livello e il passo di un’ulteriore integrazione in Europa non possono prescindere da una stabilizzazione della situazione politica e da un miglioramento dei rapporti con la Romania (Paese già membro dell’UE); tra i due Paesi, che hanno storia e lingua in comune, infatti, è in atto una crisi diplomatica in seguito alla denuncia di Chisinao alla Romania di aver fomentato gli scontri in occasione delle scorse elezioni e i comunisti moldavi hanno anche accusato il paese di voler annettere la Moldavia.
Dal ’94 la Moldavia aderisce al programma Partnership for Peace della NATO.
A livello di bilancia commerciale, la Moldavia tradizionalmente registra consistenti deficit, (oltre al 50% del PIL nel 2008), soprattutto per il notevole valore delle importazioni, spinte dalla domanda interna (finanziata dalle rimesse) e dai costi elevati dei prodotti energetici, a fronte, invece, di un export limitato prevalentemente all’agricoltura (in particolare il vino rappresenta circa il  15/20% della produzione industriale nazionale e con tutto l’indotto contribuisce ad una buona fetta del PIL) e che quindi non offre grandi prospettive di rapida espansione nei mercati protetti dell’UE.
Nel 2009, tuttavia, il deficit si è notevolmente ristretto (al 37%) del PIL per la debolezza della domanda domestica che ha depresso le importazioni più di quanto siano crollate le esportazioni, e anche per il 2010 si stima che pur rimanendo notevole il deficit rimanga più contenuto del periodo pre crisi dato il persistere della debolezza delle importazioni e il miglioramento dell’export, con l’inizio della ripresa della domanda estera.
I principali mercati di sbocco per il Paese rimangono, dai dati al 2008, la Russia, che assorbe circa il 20% delle esportazioni del paese, la Romania (anch’essa circa il 20%) e l’Ucraina (8.9%). Fra i Paesi fornitori della Moldavia, invece, figurano Ucraina (17,1%), Russia (13,6%), Germania (7.4%) e Italia (6,3%).


Principale fonte: SINTESI2000

Banca Commerciale Eximbank S.A., costituita nel 1994, viene acquisita al 100% dal Gruppo nel 2006.

È una banca commerciale solida con una buona quota di mercato; si propone come interlocutore non solo per le aziende italiane che hanno delocalizzato le loro attività in Moldavia, ma anche per le aziende, le famiglie e le istituzioni locali.

Ha la sede centrale e 11 filiali a Chișinău, filiali a Soroca, Balti, Orhei, Ungheni, Hĭncesti, Causeni, Comrat, Cahul, Taraclia e 24 uffici di rappresentanza distribuiti in tutto il Paese, per un totale di 486 dipendenti.

Per maggiori informazioni, visita il sito www.eximbank.com

mercoledì 27 aprile 2011

Intervista a Paolo Trotta "Consigliere Economico per l’Italia del Ministero della Cultura Moldava".

Paolo Trotta originario di Montalto Uffugo in provincia di Cosenza, è un giovane calabrese che ha maturato importanti esperienze in campo nazionale ed internazionale sui temi migratori, ha approfondito le problematiche inerenti l’integrazione sociale tra popolazioni multietniche, riservando particolare attenzione alle popolazioni del bacino del Mediterraneo. E’ stato più volte relatore sui temi migratori, al Parlamento europeo e in convegni nazionali e internazionali.

D: Chi è Paolo Trotta?
R: Sono un giovane calabrese da sempre impegnato nell’associazionismo, nel volontariato, un strenuo difensore delle classi più deboli che il sistema burocratico, finanziario, economico e bancario non tutela più.

D: Quali sono le motivazioni che hanno portato il Governo della Moldavia a conferirLe il suo incarico: lo ricordiamo?
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Il Direttore Agora Magazine Umberto Calabrese e Paolo Trotta, dirigente dei popolari e Consigliere Economico per l’Italia del Ministero della Cultura Moldava
R: Da sempre la mia attenzione è stata canalizzata verso studi volti alla conoscenza dell’interscambio culturale per una crescita reciproca tra cittadini del bacino del Mediterraneo, e non. Questo mio impegno mi ha dato la possibilità di farmi conoscere in molti convegni, tavole rotonde e in ambito nazionale e internazionale. Nella pur mia giovane esperienza di fautore delle culture multietniche, ho partecipato come relatore in molti convegni e congressi a Strasburgo, Bruxelles, Estonia, Moldavia, su tematiche che riguardavano il disagio nel mondo del lavoro per i cittadini provenienti da altre realtà culturali. In uno di questi incontri è maturato il mio rapporto con il Ministro della Cultura Moldavo Boris Focsa. Tra noi si è instaurato un feeling culturale e lo stesso Ministro mi ha proposto, rispondo alla sua domanda in cui mi chiedeva dell’incarico, “Consigliere Economico del Ministro alla Cultura della Repubblica della Moldavia per l’Italia”.

D: Dott. Trotta si rende conto per lei che proviene da una Regione particolarmente chiusa alle iniziative culturali, di aver dato lustro alla sua Regione con l’incarico conferitogli?
R: Sono fiero di quanto possa io nel mio piccolo contribuire a valorizzare positivamente i fermenti culturali che tanti giovani calabresi con sacrificio, abnegazione, senza aiuto alcuno riescono a dare non solo per il proprio Paese ma soprattutto in ambito internazionale.

D: Dalla sua risposta si evince una totale assenza delle forze politiche e economiche della sua Regione. Come mai in una Regione come la Calabria che potrebbe vivere solo di turismo e cultura, e questo lo dimostrano i numerosi Siti archeologici patrimoni dell’Unesco di cui la Calabria è ricca, non c’è una risposta positiva di supporto o patrocinio alle tante iniziative culturali valorizzate in altri ambiti e negate nella sua regione?
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Il Ministro alla Cultura Boris Fucsa e dott. Paolo Trotta
R: Molti errori provengono dalle precedenti amministrazioni e noi giovani abbiamo dato il massimo senza nessun ritorno per supportare l’attuale cambiamento sperando che finalmente si applicasse il principio meritocratico; ma a quanto pare l’attuale Governo della Regione sta perseguendo gli errori del passato. Purtroppo noi giovani ci sentiamo traditi dall’attuale classe dirigente in cui avevamo creduto, illusi dalla presenza di un candidato giovane a governatore, convinti che sapesse risolvere meglio i problemi di tanti giovani calabresi. Parlo anche a nome di tanti giovani che hanno supportato la mia candidatura alla provincia di Cosenza, dove ho raggiunto un risultato insperato, i tanti giovani che hanno creduto in me mi hanno portato ad un soffio dal raggiungimento di un seggio provinciale, non è da tutti con le sole forze e senza aiuto di nessuno ad essere primo dei non eletti.

D: Lei dott. Trotta pensa che le cose rimarranno allo status quo, o spera in un ravvedimento della Classe politica Calabrese che dia finalmente lustro ai giovani meritevoli come Lei?
R: Mi auguro di no la speranza è sempre nel cuore.

D: Quindi lei da ancora fiducia e crede a questi cambiamenti? Più per lei o per i tanti giovani che l’hanno seguita nel suo indirizzo di voto?
R: Mi auguro che sia per tutti ma in particolare sono toccato dai tanti giovani con cui mi confronto quotidianamente e che non vedono futuro davanti a loro.

D: Abbiamo letto nelle agenzie stampa di questi giorni che Lei si presenta come giovane popolare, cosa significa per un giovane essere popolare al giorno di oggi visto che il popolarismo ha radici profonde che cozzano duramente con la politica attuale?
Pensa che in questo lassismo generalizzato in Calabria ci sia spazio per far germogliare tante “piantine popolari”?
R: Credo anzi ne sono convinto che i semi sono presenti sul territorio, c’è bisogno solo di essere continuamente annaffiati e seguiti con dedizione e attenzione per creare arbusti solidi.

D: Cosa ne pensa dei nuovi popolari che sono presenti e operativi nella sua Regione? Pensa che possano dare un impulso critico e costruttivo alla politica territoriale?
R: Sono certo che possano dare come già stanno facendo un grande contributo fattivo alla crescita economica, sociale e politica della nostra regione.

D: E’ giusto mettere a conoscenza i calabresi sul vostro impegno in terra di Calabria, ci può esporre qualche vostro progetto in attuazione o attuato?
R: Innanzitutto desidero partire dalle nostre radici per noi popolari l’uomo e il motore su cui girano i rapporti politici. Noi popolari come lo ricorda la nostra storia siamo fedeli ai principi cristiani, la nostra visione ci porta a vedere l’uomo come persona e non come consumatore come accade oggi, e proprio per rispondere alla sua domanda, nella Regione abbiamo dato vita ai Centri Multiservizi, alcuni sono già operativi altri in procinto di apertura.

D: Ci dica cosa sono e che funzione hanno questi Centri di cui parla?
R: Sono luoghi di cittadinanza che hanno anche funzione di segretariato sociale, nei nostri Centri qualunque cittadino, può rivolgersi per qualsiasi problema e di carattere economico, fiscale, tributario, finanziario e di internazionalizzazione per le aziende. Inoltre in ogni Centro sono presenti consulenti a disposizione per i cittadini, Avvocati, Commercialisti, Medici, Assicuratori, Broker, operatori sanitari, cooperative di lavoro, Patronato, Caf, Tour Operator e tanto altro. La invito a visitarne qualcuno nella sua città, a Roma ad esempio ne abbiamo molti per rendersi conto della loro efficienza e di quante persone si servono dei nostri Centri.

D: Dott. Trotta lei mi insegna che nella sua Regione ogni giorno tanti titolari di esercizi commerciali restituiscono le partite iva, le famiglie con difficoltà arrivano alla 3 settimana e si indebitano sempre più, voi Popolari cosa state facendo o pensate di fare. visto che l’uomo per che voi è il punto focale della politica per alleviare questa situazione?
R: La problematica maggiore della nostra regione è l’accesso al credito e con Basilea 3 è diventato praticamente impossibile. Prima esistevano le Banche di Credito Cooperativo che rispondevano alle esigenze provenienti dal territorio. Ora con i vari commissariamenti la gestione di questi Enti finanziari sono fallimentari, pertanto noi popolari abbiamo dato vita ad una Cooperativa di Mutua Auto Gestione, “MAG - Sorridi ancora”, abbiamo scelto questo nome per riportare al sorriso tanti cittadini che con la politica economica attuale lo hanno dimenticato.
Ora le spiego quale è la sua funzione, - la MAG è un progetto di economia solidale pertanto Etico a supporto delle famiglie e delle imprese che hanno difficoltà nell’accesso al credito.
Mediante la sottoscrizione di una o più quote societarie, il cittadino entra a far parte della MAG – Sorridi ancora, il cui capitale sociale rappresenta il patrimonio collettivo. Questo permette ai soci una porta aperta verso il credito e per l’avviamento di nuove attività imprenditoriali, per far fronte a improvvise spese per migliorare i costi del lavoro, o per avere disponibilità di liquidità, o far fronte a spese impreviste, oggi per una bolletta di energia si rischia di fermare l’attività di una piccola impresa.
Questi sono solo alcuni dei nostri progetti operativi. Ne abbiamo altri in sperimentazione nella città di Roma che riguardano la sfera sanitaria.
Anche questo è un progetto complesso ma che sta dando risultati con soddisfazione dei nostri cittadini soci della MAG – Sorridi ancora. Parliamo di SCUDOSANITAS, in fase sperimentale nella città di Roma dopo attenta calibratura oggi Scudosanitas è una realtà. Perché Scudosanitas è una domanda che le ho anticipato.
Dopo una attenta analisi delle carenze del sistema sanitario regionale del Lazio, abbiamo pensato di incidere per coprire le insufficienze del sistema sanitario regionale. Così abbiamo pensato ad un concetto di sussidiarietà a supporto della salute, dovevamo incardinare le due realtà e così dopo un attento monitoraggio al CUP regionale, si è visto che non è in grado di poter far fronte a tutte le chiamate ricevute, le prenotazioni anche le urgenti venivano assegnate con tempi lunghissimi. Ecco dove dovevamo entrare in gioco noi risolvere il problema delle lunghe attese, così è nato “Scudosanitas”, una struttura sanitaria dove il cittadino socio della Mag – Sorridi ancora, può ottenere in breve tempo al costo del ticket qualsiasi visita specialistica, attività diagnostiche e analisi cliniche con primari ospedalieri del Policlinico.
Oggi quello che sembrava utopia è diventata realtà, lo Scudosanitas si colloca tra la sanità pubblica e quella privata con il vantaggio di un servizio rapido ed efficiente, che solo la sanità privata può offrire il tutto al costo del ticket. Questo progetto pensiamo di replicarlo in altre regioni in particolare in Calabria dove il sistema sanitario pubblico è deficitario.

D: Ora la fermo è un fiume in piena la capisco che ha voglia di anticipare tutto quello che i popolari hanno in cantiere e di cui a microfoni spenti mi ha accennato. Però è opportuno incontrarci tra qualche tempo per parlare di tutto quello di cui oggi non ne abbiamo parlato, l’ecosostenibilità, le fonti rinnovabili, le filiere corte, moneta unica di cui ho saputo del importante convegno che avete tenuto nella facoltà di economia di Palermo e che non è sicuramente passato inosservato, le costruzioni in social housing ad emissione zero e che voi so che siete pronti oggi prima dell’entrata in vigore della legge europea del 2018, dei supermercati a prodotti regionali, certo siete una fabbrica di idee.
R: La ringrazio per la piacevole chiacchierata e spero presto di rivederci quando saremo pronti per annunciare gli start-up che i popolari stanno cucinando per la Calabria.

mercoledì 6 aprile 2011

  • Bando internazionalizzazione per le imprese artigiane
E' stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 59 del 12 marzo 2011 il Decreto del 4 gennaio 2011, attraverso il quale il Ministero dello Sviluppo economico ha emanato il bando per la presentazione delle domande di agevolazione da parte delle aggregazioni di imprese artigiane relative a progetti di internazionalizzazione in Paesi, appartenenti e no all'Unione Europea.

Destinatari
a) consorzi all'esportazione collegati ad imprese artigiane, per progetti che ne coinvolgano almeno 3 imprese;
b) raggruppamenti, anche costituiti ad hoc, di almeno 3 imprese artigiane.

Deve essere assicurata l'interregionalità dei progetti, e le imprese devono avere sede legale oppure operativa in almeno due regioni diverse.

Progetti ammissibili
I progetti - alla cui realizzazione devono partecipare tutte le aziende proponenti - devono illustrare in maniera chiara l'obiettivo promozionale (ad esempio, apertura di un nuovo mercato, azioni preliminari per investimenti produttivi, ricerca di partner commerciali, miglioramento di servizi logistici).

Intervento agevolativo
Contributo nella misura massima del 50 per cento del costo complessivo del progetto e, comunque, per un importo non superiore a 100.000 euro, elevabile a 150.000 euro nel caso di domanda presentata da almeno 7 imprese.

Per maggiori informazioni rivolgersi a:
ARTIGIANCASSA - Sede Regionale del Lazio
Via Crescenzo Del Monte, 25 - 00153 Roma
lazio@artigiancassa.it
www.artigiancassa.it

sabato 2 aprile 2011

Moldova ratează investiţii din cauza că nu îşi promovează imaginea peste hotare.

Participanţii Forumului Uniunea Europeană – Republica Moldova recomandă autorităţilor de la Chişinău să acorde o atenţie mai mare promovării imaginii ţării peste hotare, transmite Info-Prim Neo.
„Acasă aveam o impresie mai proastă despre Moldova pentru că vorbisem cu cineva de aici şi tabloul prezentat era sumbru. Dar am venit la Chişinău şi mi-am schimbat opinia”, a spus Luc Engelen, CEO Euromol (Belgia). Participanţii la forum au remarcat că mulţi potenţiali investitori,care ar putea avea interes să-şi extindă afacerile, nu ştiu nimic despre Moldova, nici despre oportunităţile investiţionale, nici despre avantajele posibile sau riscuri.
Gunar Due Gundessen, directorul programului Entranse (Norvegia), a pus accentul pe necesitatea informării exhaustive despre particularităţile climatului de afaceri şi investiţional. „Când am decis să vin în Moldova cu intenţia de a crea un business-incubator la Soroca, toţi mă sfătuiau ce specialişti să iau cu mine, câţi consultanţi, dar am venit de unul singur şi am găsit aici personal calificat, care a reparat în scurt timp o clădire mare pentru a lansa incubatorul. S-au găsit şi manageri care stau la conducerea întreprinderilor business-incubatorului”, a subliniat norvegianul.
Moldova dispune de capital uman şi de personal calificat. Aici sunt condiţii pentru dezvoltarea unor afaceri competitive. Trebuie să se facă tot posibilul ca întreprinderile să implementeze standardele europene de producţie şi de desfacere a mărfurilor, iar venirea investitorilor europeni în Moldova ar grăbi acest proces, a mai spus Gunar Due Gundessen.
Şi Silvia Radu, preşedintele companiei RED Union Fenosa consideră că în Republica Moldova există posibilităţi pentru a realiza proiecte investiţionale importante şi cazul Union Fenosa este unul de succes. „Ultimii 2-3 ani au fost marcaţi de o instabilitate politică, care, poate, a reţinut venirea investitorilor în Moldova. Dar acest for cred că a demonstrat că există voinţă politică de a reforma ţara, de a asigura un cadru investiţional profitabil şi cred că aceasta este un semnal pozitiv pentru toţi, şi pentru Moldova şi pentru potenţialii investitori”, a menţionat Silvia Radu.
Vicepremierul Valeriu Lazăr, ministrul economiei, a declarat că Moldova aşteaptă investiţii în domeniile tehnologiilor informaţionale, transporturilor, logisticii, industriei. Pentru a spori atractivitatea domeniului industrial se acordă o mare atenţie dezvoltării parcurilor industriale. Au fost efectuate şi lansate nouă studii de fezabilitate pentru deschiderea parcurilor industriale, atât pe baza unor active şi platforme industriale, aparţinând statului, cât şi de tip greenfield. „Prin atragerea investiţiilor se intenţionează schimbarea calităţii creşterii economice obţinute de Moldova, care în prezent se bazează mai mult pe consum şi pe remitenţe. Modelul economic spre care tindem este să avem o creştere economică, determinată de investiţii şi majorare a exporturilor „ a precizat Valeriu Lazăr.
Alex Munteanu, cunoscut prin atragerea investiţiilor private în modernizarea mai multor întreprinderi din Republica Moldova a spus că ţara se schimbă. „Noi, care trăim aici, nu întotdeauna observăm lucrul acesta, dar Republica Moldova nu mai este cum era acum 10 ani. Ne întrebăm însă dacă ne aranjează viteza schimbărilor şi ce putem face pentru a intensifica aceste procese. Guvernul este dispus să mişte lucrurile înainte. În opinia mea, trebuie create condiţii să vină în ţară companii mari care să creeze multe locuri noi de muncă ca oamenii noştri calificaţi să nu mai plece să muncească în alte ţări la negru. Sunt şi unii factori obiectivi , criza care mai durează, investitorii,care se mai gândesc. Să vorbim mai puţin şi să facem mai mult, să ne concentrăm eforturile pentru a crea aceste condiţii ca ei să nu plece în Ucraina sau în China”, a conchis Alex Munteanu.
Forumul UE – Moldova a avut loc la 29-31 martie şi a fost organizat de Asociaţia pentru Politică Externă de la Chişinău şi Institutul pentru Studii Estice din Varşovia. Evenimentul a întrunit politicieni, diplomaţi, oameni de afaceri importanţi din străinătate şi din Republica Moldova.
Info-Prim Neo

lunedì 28 marzo 2011

Parlamento approva aumento 

d'importazione di vino in 

franchigia dalla Moldavia.

I deputati hanno approvato un aumento della quantità di vino in franchigia che può essere importato dalla Repubblica di Moldova. Poiché il paese ha sperimentato difficoltà sui suoi tradizionali mercati di esportazione, in particolare la Russia, la Commissione europea ha proposto di aumentare, per quest'anno, le quote di franchigia da 100.000 ettolitri (hl) a 150.000 ettolitri, da 120.000 hl a 180.000 hl per il prossimo anno e a 240.000 hl dal 2013.
I deputati hanno approvato la proposta della Commissione a grande maggioranza, con 563 voti a favore, 14 contrari e 14 astensioni, riflettendo un accordo in prima lettura raggiunto col Consiglio.


Procedura: legislativa ordinaria (accordo in prima lettura)
RIF. : 20110323IPR16179

Contatto

Federico DE GIROLAMO
Numero di telefono : (+32) 2 28 31389 (BXL)
Numero di telefono : (+33) 3 881 72850 (STR)
Numero di cellulare : (+32) 498 98 35 91
Indirizzo e-mail : stampa-IT@europarl.europa.eu


http://www.europarl.europa.eu/it/pressroom/content/20110323IPR16179/html/Parlamento-approva-aumento-d%27importazione-di-vino-in-franchigia-dalla-Moldavia

domenica 20 marzo 2011

Un colloquio costruttivo rivolto al futuro.

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Dopo la sottoscrizione dei Memorandum di collaborazione, i rappresentanti delle associazioni di categoria moldave, il Presidente della Commissione per lo Sviluppo delle Relazioni Economiche Internazionali, il dott. Rosario Salemi e l’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario d’Italia in Repubblica Moldova, S.E. Stefano De Leo, hanno tenuto un incontro finalizzato alla discussione delle prossime fase di collaborazione con il Programma Business Gate. Ciascuno dei presenti, ha espresso un sincero interesse verso l’affronto innovativo dei problemi dell’impresa moderna, manifestato dal Programma.
Alla riunione erano presenti il Presidente della Federazione Nazionale degli Agricoltori sig.Valeriu Cosarciuc, il Dirittore dell’Associazione dei Ragionieri e Revisori Contabili Professionisti della Repubblica di Moldova, il sig. Vadim Drelinschii, il Direttore dell’Associazione Pubblica “Ecofin Consult”, sig. Ion Prisacari, il Direttore esecutivo dell’Unione delle Associazioni dei Produttori di noce in Moldova, sig. Constantin Gajim, il Presidente del Congresso Nazionale degli Industriali e degli Imprenditori, sig. Vasile Tarlev, il Capo dell’Unione Repubblicana delle Associazioni dei Produttori Agricoli “UniAgroProject”, sig. Alexandru Slusari, il sindaco della città di Soroca, sig. Victor Sau e il vice-sindaco della città di Cahul, sig. Gheorghii Ghitivu, che hanno tenuto un colloquio costruttivo al fine di stabilire collaborazioni con il Programma Business Gate.
Durante la discussione, il Presidente della C.S.R.E.I., il dott. Rosario Salemi, ha accentuato il fatto che conosce personalmente il potenziale della Moldova in termini di sviluppo del settore delle piccole e medie imprese. Il Presidente ha inoltre ha sottolineato che il popolo moldavo è molto intraprendente ed laborioso. Pertanto, Rosario Salemi ha notato che anche gli imprenditori moldavi hanno espresso il loro interesse e la disponibilità di collaborare al Programma Business Gate e di stabilire contatti d’affari con partner italiani.
- La Repubblica Moldova, in questo nuovo processo di economia internazionale avviato dal Programma Business Gate, è una piattaforma strategica per lo sviluppo di una collaborazione fruttuosa tra l’Oriente e l’Occidente. Questo straordinario paese ci permette di guardare con fiducia verso un futuro di successo per l’economia. Gli imprenditori locali che partecipano al Programma Business Gate potranno dare vita a questo successo anche qui, in Moldavia, sostenuti da investimenti stranieri, dalla creazione e dallo sviluppo di società miste, ,- ha dichiarato durante l’intervista il dott. Rosario Salemi. Le sue parole hanno avuto il sostegno dell’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario d’Italia in Repubblica Moldova, S.E. Stefano De Leo, che ha affermatidi essere contento della visone ottimistica del futuro dell’economia degli imprenditori moldavi. Secondo il suo parere, se gli imprenditori guardano in avanti con certezza, allora anche l’intero popolo può nutrire fiducia nel loro futuro.
- Sono contento che sono presenti qui tanti imprenditori e rappresentanti di istituzioni moldave. Sono inoltre contento che ci sia la possibilità di comunicare con voi in modo diretto. Vorrei notare che l’Italia ha accolto e sostenuto questo Programma fin dall’inizio. Il Programma consente alle piccole e medie imprese italiane di accedere ai mercati esteri, di creare società miste sui territori dei paesi C.S.I. e, viceversa, le imprese moldave o del C.S.I avranno la possibilità di accedere il mercato italiano. La Repubblica Moldova, grazie alle tecnologie italiane, è capace di produrre beni destinati non solo ai mercati dei paesi del C.S.I., ma anche al mercato italiano – ha sottolineato s.e. Stefano De Leo.
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In un secondo tempo, l’iniziativa della conversazione è passata dal Presidente del Congresso Nazionale degli Industriali e degli Imprenditori, il sig. Vasile Tarlev, il quale ha sottolineato, che questo evento, che ha reso possibile l’incontro diretto di numerosi imprenditori moldavi, ha una grande valenza, soprattutto di fronte alla crisi economica internazionale, che si riflette negativamente anche sull’economia della Moldova.
- Bisogna notare che abbiamo l’opportunità di stabilire nuovi contatti e di sviluppare nuovi piani d’azione collaborando con gli imprenditori italiani. Attraverso questa collaborazione si creerano condizioni favorevoli per poter attrarre investimenti, sia verso Moldova, sia verso Italia. Oggi, è evidente che la scoperta di nuovi mercati per gli imprenditori moldavi in Italia, e per gli imprenditori italiani in Moldova ed in altri paesi del C.S.I., porterà alla creazione di società miste e ad un massiccio afflusso di investimenti, - ha sottolineato il sig. Tarlev.
Alla collaborazione con il Programma Business Gate si è avvicinato con notevole ottimismo il Presidente della Federazione Nazionale degli Agricoltori, il sig. Valeriu Cosarciuc, sottolineando che trova il Programma interessante e necessario per gli agricoltori moldavi.
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- Noi siamo cointeressati nella collaborazione con il Programma Business Gate. Questa è una preziosa opportunità che ci darà la possibilità di aumentare i rapporti con gli imprenditori italiani e del C.S.I.. La Federazione Nazionale degli Agricoltori, di cui sono Presidente, riunisce circa 40 mila aziende agricole. Il nostro interesse di collaborare con il Programma Business Gate, consiste non solo nell’accedere ai nuovi mercati per prodotti agricoli, ma anche nel trovare nuovi partner commerciali e nuove tecnologie.Inoltre, siamo molto interessati al Programma Commercial Gate, che è un’opportunità unica per uno sviluppo efficiente del commercio in uno spazio virtuale, aiutati dal dispositivo elettronico dotato da un software originale, - ha sottolineato il sig. Cosarciuc.
Al fine dell’incontro, il Presidente C.S.R.E.I., il dott. Rosario Salemi, ha ringraziato i presenti per l’ottimismo mostrato verso la collaborazione, esprimendo la speranza che questa collaborazione possa dare i suoi frutti molto presto.
http://prog-businessgate.com/site/index.php?option=com_content&view=article&id=88

martedì 15 marzo 2011

Moldova, inaugurazione Centro di Ascolto del Ministero degli Affari Esteri e dell’Integrazione Europea


"E’ un segnale di ritorno alla normalità, evento atteso tanto da noi quanto dai nostri cittadini sia in Moldova sia all’estero, così come dai cittadini stranieri interessati a visitare la Repubblica" – ha dichiarato il sig. Iurie Leanca, Viceprimo-ministro degli Affari Esteri e dell’Integrazione Europea, nel corso dell’inaugurazione del Centro di Ascolto lanciato su iniziativa del Ministero. Il Centro dovrebbe sopperire l'assenza, avvertita negli ultimi anni, di comunicazione tra le autorità e i cittadini.
Con questa iniziativa i cittadini avranno la possibilità di ricevere telefonicamente informazioni specifiche ed operative di natura consolare, con particolare attenzione per i problemi urgenti che non rinviabili. In altre parole il Centro d'Ascolto fornirà ai richiedenti informazioni sulle condizioni ed il costo per il rilascio dei visti, il programma di lavoro delle missioni diplomatiche e consolari, i consigli di viaggio, le azioni notarili, altri problemi di natura consolare. "Con l’inaugurazione del Centro d'Ascolto cercheremo di avvicinarci maggiormente alle preoccupazioni ed ai problemi dei cittadini” ha sottolineato sig. Iurie Leanca.
L'avvio di questo importante strumento per il consolidamento della comunicazione con i cittadini è stato possibile grazie all’appoggio finanziario offerto dal Governo Norvegese, dall’Agenzia Turca per la Collaborazione e lo Sviluppo Internazionale (TIKA), dal Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, dal coinvolgimento diretto del Ministero degli Affari Esteri dell’Austria.
Il Centro può essere contattato gratuitamente da un numero fisso di qualunque località della Repubblica di Moldova al numero di telefono: 0 80 090990.
Le chiamate dall’estero possono essere effettuate al numero di telefono: +373 22 690990, il cui costo corrisponderà a quello dello Stato del richiedente.
Per ulteriori informazioni circa il centro d'ascolto si rimanda alla pagina ufficiale del Ministero degli Affari Esteri e dell’Integrazione Europea della Repubblica di Moldova: www.mfa.gov.md
Produzione – Italia
Riprese in Lituania per il prossimo film di Salvatores
Riprese in Lituania per il prossimo film di SalvatoresSarà girato in parte in Lituania, a Vilnius, e si chiamerà Educazione siberiana, il nuovo film di Gabriele Salvatores, tratto dall'omonimo bestseller autobiografico dello scrittore russo Nicolai Lilin. Le riprese cominceranno a fine agosto e dureranno tre mesi: ''Ripartirò presto per la Lituania dove siamo in pieno casting", ha affermato il regista premio Oscar nel 1992 con Mediterraneo, a margine della proiezione alla Casa del cinema di Roma del suo documentario sull'Italia di cinquant'anni fa, 1960 (fuori concorso all’ultimo Festival del cinema di Venezia). "I protagonisti saranno ragazzi russi giovanissimi, reciteranno in inglese e li seguiremo dai dieci ai vent'anni. Ma ci saranno anche un attore sessantenne e una giovane attrice, inglesi o americani, un po' più noti''.
(L'articolo continua qui sotto - Inf. pubblicitaria)
"Educazione siberiana", pubblicato nel 2009 da Einaudi e tradotto in 14 lingue, racconta l'adolescenza e la formazione dell'autore (nato nel 1980, in Italia dal 2003) all'interno di una comunità di irriducibili criminali siberiani (gli Urka), negli ultimi anni dell'Unione Sovietica, in Transnistria (tra Moldavia e Ucraina), dove erano stati deportati da Stalin negli anni '30. ''Avremmo dovuto girare lì", ha spiegato Salvatores, "ma è una regione dove in passato sono state deportate moltissime comunità criminali e oggi resta una terra pericolosissima, dove si vendono armi anche ad Al Qaida. Era impossibile lavorare lì. Così abbiamo optato per la Lituania, che è simile, tra la Moldavia e il Mar Nero''.

Il regista realizzerà il film, sceneggiato da Stefano Rulli e Sandro Petraglia, non con la Colorado, sua casa di produzione, bensì con Cattleya (che aveva acquisito i diritti del romanzo) e Universal.
Vittoria Scarpa